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Incredibile in MotoGP! Tech 3 e Yamaha si separano. KTM e Red Bull incombono, VR46 con Monster in MotoGP?

“Mi è stato offerto qualcosa che aspettavo da sempre e a cui non potevo dire di no, ringrazio tutti” ha dichiarato Hervé Poncharal, che ha fondato la scuderia nel 1990. Dal 2019 le strade di Tech 3 e Yamaha si separano, dopo 20 anni di rapporto che nelle ultime due stagioni è stato logorato da attriti difficili da…

22 Febbraio 2018
3 min read

“Mi è stato offerto qualcosa che aspettavo da sempre e a cui non potevo dire di no, ringrazio tutti” ha dichiarato Hervé Poncharal, che ha fondato la scuderia nel 1990. Dal 2019 le strade di Tech 3 e Yamaha si separano, dopo 20 anni di rapporto che nelle ultime due stagioni è stato logorato da attriti difficili da comprendere. L’ombra di KTM, e di Red Bull, incombe sul team sponsorizzato da Monster. Valentino ed il VR46 stanno alla finestra.

Era il 1999 quando Poncharal, fondatore del team assieme al geniale ingegnere Guy Coulon, strinse una partnership tecnica con Yamaha per le classi 500 e 250, culminata già la stagione seguente nella doppietta in 250: Olivier Jacque campione e Shinya nakano secondo. La partnership non era solo tecnica ma anche umana, con il team transalpino pronto a rendersi bacino di piloti per Yamaha sia in un verso che nell’altro: Carlos Checa, Colin Edwards, e Ben Spies gli scambi riusciti; Cal Crutchlow, Andrea Dovizioso e Pol Espargaro quelli mancati.
Ma oggi arriva la notizia che non ti aspetti, ad un mese dal via della stagione 2018. Tech 3 dice addio a Yamaha, con la Casa di Iwata che dovrà trovare una nuova struttura clienti per il 2019.

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Hervé ha spiegato così la situazione: “Riassumere i 20 anni di un’incredibile collaborazione tra Tech3 e Yamaha in poche parole è difficile. È stato un viaggio straordinario fatto insieme con ricordi fantastici, grandi risultati, un’atmosfera meravigliosa e sensazioni stupefacenti che condividiamo con la famiglia Yamaha, che sarà sempre nella mia mente e nel mio cuore. Chiaramente, porre fine a questo tipo di partnership è una decisione importante per me: ringrazio la Yamaha, i vari Tsuji, Tsuya, Jarvis e Nakajima e tutti i ragazzi che ci hanno sostenuto. Tech3 è una piccola azienda, che deve pensare al futuro e valutare le diverse opzioni: ci è stato offerto un accordo, che include qualcosa che stavamo aspettando da quando abbiamo iniziato con Tech3 e non ho potuto dire di no. Prima di allora però saremo il team Tech3 Yamaha: Johann Zarco e Hafizh Syahrin si batteranno per le prime posizioni e Yamaha potrà contare su di noi fino in fondo come un partner leale.”

Celeri le dichiarazioni di Yamaha a riguardo, per bocca del general manager Kouichi Tsuji: “Siamo stati informati di recente da Hervé Poncharal che non avrebbe esteso il suo contratto con Yamaha per la M1: è stato chiaro che ha scelto di legarsi a un nuovo partner per il futuro e quindi, purtroppo, siamo stati obbligati a rispettare e accettare la sua decisione. La fine di questa partnership di successo è sempre un po’ triste perché segna anche la fine di una relazione a lungo termine, ma siamo molto grati per la fedeltà e il supporto di Hervé al marchio Yamaha e per gli eccellenti risultati ottenuti. Continueremo a fornire il nostro pieno supporto al team Tech3 e ai loro piloti per tutta la stagione 2018 e valuteremo simultaneamente le nostre opzioni per una squadra alternativa nella MotoGP del 2019 e oltre.”

Con chi andrà Tech3? KTM spinge forte, vuole un team d’appoggio per il 2019 su forte spinta economica di Red Bull. Ma gli accordi tra Monster e Tech 3 sono storici ed importanti, difficile ma tutt’altro che improbabile che la scuderia transalpina decida di tagliare completamente i ponti col passato. Mn questo caso, per Yamaha la strada sembra già scritta: Valentino vuole portare il VR46 in MotoGP, e vanta una forte collaborazione con Monster. Il Dottore non ha ancora fatto sapere nulla sul proprio futuro, sicuramente questa notizia farà da catalizzatore a riguardo. Senza dimenticare che anche Suzuki punta ad avere un team clienti.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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