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Zarco fa dietrofrónt: “Il telaio 2017 mi preoccupa”. Pure Marquez dubbioso sul nuovo motore

“La Yamaha 2017 è migliore della 2016. Mi permette di giocare, è importante” disse Zarco lo scorso novembre, conclusi i test di Valencia, dichiarazioni forse troppo avventate. Lo stesso Johann pare essersi ricreduto dopo questi primi due giorni di test a Sepang. “Questo telaio mi preoccupa. Se non riuscirò ad esprimermi al massimo con quello 2017, dovrò…

29 Gennaio 2018
4 min read

“La Yamaha 2017 è migliore della 2016. Mi permette di giocare, è importante” disse Zarco lo scorso novembre, conclusi i test di Valencia, dichiarazioni forse troppo avventate. Lo stesso Johann pare essersi ricreduto dopo questi primi due giorni di test a Sepang. “Questo telaio mi preoccupa. Se non riuscirò ad esprimermi al massimo con quello 2017, dovrò cambiare” ha ammesso.
In casa Honda invece Marquez sembra fare un passo indietro rispetto a ieri

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Oggi e ieri Zarco ha utilizzato la stessa moto dei test di Valencia, ovvero la 2017 con telaio evoluzione con cui ha stupito tutti. In novembre il pilota transalpino si era detto entusiasta della nuova moto, colpito soprattutto dalla maggior efficacia in fase di frenata. Nonostante buoni tempi qui a Sepang, Johann si è rivelato titubante circa il potenziale della moto in tutti i circuiti. “domani dovrò cercare di avere più ritmo, confrontandomi col team riguardo quale strada prendere. Penso di avere fiducia con la moto e di essere costante, ma fatico in termini di velocità, oggi è stato un lunedì complicato e il problema continua ad accompagnarci da ieri. Ho provato a cambiare alcune cose, però non è andata nel verso sperato. Sul finale ho cercato di spingere sull’acceleratore e sono felice per aver bloccato il crono sull’1’59”, anche se non me lo aspettavo. In ottica futura questo telaio mi preoccupa.”

Il rampante ottimismo di novembre sembra aver lasciato spazio alla voglia di fare grandi cose nel 2018, senza lasciare nulla al caso. Zarco infatti ammette di non essere “così distante dalle prestazioni di ottobre.  Continuo a dare diverse informazioni alla squadra, in seguito Yamaha mi darà tutte le opzioni da scegliere. Purtroppo se non riuscirò a tirare fuori il meglio dalla moto dovrò cambiare, ma siamo solo al primo test. Se non fossi riuscito a scendere sotto il muro dei due minuti avrei subito scelto quello vecchio, ovvero del 2016″.

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In casa Honda è Marc Marquez a tenere tutti coi piedi per terra. Se Pedrosa e Crutchlow adorano il nuovo motore qui a Sepang, il #93 cerca di vedere la novità più nell’insieme: per lui infatti “con questo tipo di motore c’è il rischio di soffrire in alcuni tracciati con pendenze non come quelle di Sepang, peccato non poter girare su una pista con curve lente come Jerez. La maggior parte dei piloti Honda preferisce quello nuovo, ma io ho ancora diversi dubbi.” Per il Campione del Mondo in carica, questo nuovo motore deve essere migliorato in alcuni punti. Soltanto in Europa vedremo se sono state fatte o meno le scelte giuste.”

Il nuovo motore però non è ancora definitivo, infatti Honda ha portato qui due specifiche differenti: uno un più coppia ai medi, l’altro con più grinta in allungo. Di sicuro tra la Malesia e la Thailandia dovremo scegliere -ha detto Marc- perché poi i motori saranno congelati e in Qatar sarebbe troppo tardi.”
Marquez si fa quindi sempre più uomo squadra, voglioso anche di non voler più correre sopra i problemi. Poi c’è ancora molto lavoro da fare. Finora infatti in Honda hanno lavorato solamente con il telaio 2017, da domani inizieranno a concentrarsi su quello nuovo.

Honda ha fatto un importante passo avanti per quanto riguarda accelerazione e velocità massima. Adesso per Marc “è il momento di concentrarci su gomme, elettronica ed aerodinamica”. Marc in conclusione pone fortemente l’accento su questi ultimi aspetti, dopo aver testato in giornata la nuova carenatura alare: “dobbiamo avere avere più carico aerodinamico ed evitare di impennare, ciò porta a perderin termini di velocità massima. Inoltre quando si frena le ali presentano vantaggi e svantaggi, dal momento che si fatica a piegare. Bisogna quindi  trovare un bilanciamento migliore con questa carena, perché sulla lunga distanza il rischio è quello di consumare la gomma”.

Pure per Pedrosa bisogna lavorare più approfonditamente sulla nuova aerodinamica, perché “la nuova carenatura offre differenti combinazioni e andavano comparate nel migliore dei modi. Dovevamo capire come avrebbe reagito la moto con la carena senza ali e, successivamente, con quella dotata di ali. Era importante svolgere un lavoro anche nel comparto sospensioni che, a seconda dell’aerodinamica che si usa, si comportano diversamente. C’è voluto quasi tutto il tempo per avere un quadro limpido della situazione.”
Per Dani la questione motore è più semplice da risolvere: ha già promosso a pieni voti la versione con più coppia ai medi anche se:con quello già provato a Valencia lo scorso anno-la versione più aggressiva in allungo- io ed il team abbiamo più esperienza. Ma questo nuovo mi da molta più confidenza.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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