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European Superbike Master Trophy: la vecchia scuola torna a ruggire

Se il World Superbike prova a cambiare pelle (ve ne abbiamo parlato qui) per ritrovare un’anima, ed attrattività, le vecchie glorie sono pronte a svestire le carene da museo per rivestire quelle sporche di moscerini. Con l’European Superbike Master Trophy, che inizierà nel 2018, le gloriose derivate dalla serie costruite fino al 2003 torneranno a…

6 Dicembre 2017
3 min read

Se il World Superbike prova a cambiare pelle (ve ne abbiamo parlato qui) per ritrovare un’anima, ed attrattività, le vecchie glorie sono pronte a svestire le carene da museo per rivestire quelle sporche di moscerini. Con l’European Superbike Master Trophy, che inizierà nel 2018, le gloriose derivate dalla serie costruite fino al 2003 torneranno a gareggiare. Una rassegna continentale suddivisa in 5 round, il cui format ricalca in pieno quello storico con una classifica separata per moto pre e post 1996.

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Per molti l’epoca d’oro della Superbike è andata ad esauristi con il saluto di Edwards e Bayliss, volati verso la MotoGP con un biglietto di sola andata il primo, e di andata e ritorno il secondo. Poi le case cominciarono a disinteressarsi della serie. Prima, con il dualismo tra SBK e 500, potevano mostrare la massima potenza tecnologica con le cattive due tempi prototipo, mentre con le ruvide 750/1000 derivate dalla serie potevano sbizzarrirsi in ricerca e sviluppo: spesso di serie restavano solamente parte del telaio ed il basamento del motore. Materiali pregiati e costosissime metodologie di produzione si sprecavano, in alcuni casi pure il posizionamento degli scarichi veniva modificato, come anche cilindrata e/o misure di alesaggio e corsa. Quelle moto riuscivano addirittura ad impensierire le 500GP con tempi vicinissimi e velocità di percorrenza maggiori, complici telai più flessibili ed una risposta più dolce all’acceleratore. In alcuni casi le SBK 750/1000 arrivarono a star davanti alle prototipo in qualifica, ma con il trucco: le gomme da tempo. Fu proprio ciò a far comparire la mescola ultrasoffice, che durava appena un giro, nel Motomondiale.

Complice un nuovo pareggiamento tra quattro cilindri e V-twins, la serie ha ritrovato attrattiva e visibilità a tra 2009 e 2014. Le case costruttrici sono ritornate ad impegnarsi direttamente, o quasi, su tutte Aprilia, ha fatto il suo esordio BMW, Kawasaki ha addirittura abbandonato la MotoGP per puntare tutto sulle derivate dalla serie. Spettacolo e moto fantastiche, ma senza quella sperimentazione che aveva segnato l’era precedente. Quindi dal 2015, con nuove e sempre più stringenti limitazioni tecniche, la serie ha perso l’anima. Ed il suo fascino. Ma quelle che per molti sono vere e proprie opere d’arte fatte di metallo e passione, nella sua forma più pura, le Superbike Old School, sembrano pronte ad aiutare le figlie perdute.

“Nata dall’amarcord per quella Superbike,

quando i circuiti erano pieni

e le moto erano fatte soprattutto di meccanica pura”

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L’European Superbike Master Trophy, promosso ed organizzato dal Moto Club Ducale, ripropone format e regolamento della Superbike dello scorso decennio. Due turni di libere il venerdì, due turni di prove ufficiali da 40 minuti il sabato cui segue la Superpole originale, con un solo giro lanciato a disposizione dei migliori 9 piloti dei due turni precedenti, e due manche la domenica. Le moto dovranno presentarsi negli assetti e nelle livree, pur concedendo l’inserimento di sponsor personali, quanto più possibile aderenti all’originale e comunque storicamente coerenti con il contesto grafico e tecnico degli anni in cui sono stati costruiti, senza variazioni per quanto concerne la cilindrata, numero delle valvole, frizione e numero dei rapporti del cambio. Sono ammesse le moto realizzate tra il 1988 ed il 2003, con cilindrata fissata in 1000 cc per le due cilindri, tre cilindri fino a 900cc e quattro cilindri fino a 750 cc.
Il regolamento tecnico ricalca il più possibile quello originale, la modifica che più si nota è il passaggio da cerchi da 16,5 pollici a 17 pollici, altri cerchi e gomme non sono più in produzione. Vigerà il regime di monogomma Dunlop.
Vi saranno due classifiche separate, sia per moto che per piloti: 1993 l’anno di riferimento per la suddivisione.

La quota d’iscrizione è di € 10’000 (IVA esclusa) e comprende: 4 giornate di test precampionato, 2 turni di prove libere ad evento, partecipazione a qualifiche e gare, foto e video report personalizzato, pagina web dedicata e 10 gomme ad evento con un massimo di 5 anteriori e 6 posteriori.
Le 5 tappe toccheranno quattro paesi, ecco il calendario:
4-6 MAGGIO Slovakia Ring  (Slovacchia)
15-17 GIUGNO Circuito Tazio Nuvolari di Cervesina (PV)
20-22 LUGLIO Autodromo di Franciacorta (BS)
7-9 SETTEMBRE Circuito di Rieja (Croazia)
3-5 NOVEMBRE Circuito di Albacete (Spagna).

La presentazione ufficiale del campionato avrà luogo alla fiera Motorbike Expo di Verona, che avrà luogo dal 18 al 21 gennaio 2018.

 

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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