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Montréal schiacciata dal buco di bilancio: l’ePrix del Canada è cancellato, FE senza gran finale

Dopo tante aggiunte, la prima perdita. Montréal abbandona la Formula E: Alejandro Agag dovrà trovare in fretta una sede per il gran finale. Perché la stagione è iniziata, e la tappa canadese era quella più importante del calendario. Tutto è  cominciato quando nella metropoli è stata eletta la nuova Sindaca, Valerie Plante. A capo della…

19 Dicembre 2017
3 min read

Dopo tante aggiunte, la prima perdita. Montréal abbandona la Formula E: Alejandro Agag dovrà trovare in fretta una sede per il gran finale. Perché la stagione è iniziata, e la tappa canadese era quella più importante del calendario.

©Audi MediaCenter
©Audi MediaCenter

Tutto è  cominciato quando nella metropoli è stata eletta la nuova Sindaca, Valerie Plante. A capo della lista Projet Montréal ed entrata in carica a novembre, la Plante aveva inizialmente domandato che l’ePrix venisse spostato dal centro della città. La scorsa settimana la Sindaca e l’organizzazione della Formula E si sono incontrate nel tentativo di risolvere il problema.

«Siamo sorpresi e dispiaciuti della decisione unilaterale della Sindaca» pare abbia dichiarato un rappresentante della Formula E. Secondo Motorsport.com, Agag aveva intenzione di aspettare il 2018 per iniziare a cercare una nuova sede. La Plante non ha voluto attendere e ha dichiarato l’annullamento della prova con effetto immediato.

A differenza di quanto si è letto in giro, non è stata la Formula E a non pagare i canadesi, bensì il contrario! Montréal c’est electrique, promoter pubblico dell’evento, ha un debito di oltre 6 milioni di dollari canadesi nei confronti della serie elettrica.

L’edizione 2018, che avrebbe concluso la stagione in corso, aveva attratto un solo sponsor: Hydro-Quebec. Ovvero un’altra azienda pubblica.  Nessun investitore privato si era convinto a investire denaro sul gran finale delle batterie al litio. «Non è una situazione sostenibile» ha dichiarato Valerie Plante in conferenza stampa ieri pomeriggio.

Secondo la Plante, la Formula E costerebbe «dai 30 ai 35 milioni di dollari [canadesi, ndr] in sovvenzioni e investimenti». L’evento non avrebbe nemmeno prodotto ricavi economici sufficienti per i commercianti. Ad aggravare la situazione, la mancanza del piano B: il circuito Gilles Vileneuve, che a inizio giugno ospiterà il GP di F1, sarà chiuso per ristrutturazioni durante l’estate.

Valerie Plante

La scelta della Plante si inserisce anche in ottica politica. «Sin dal nostro arrivo, abbiamo riscontrato enormi problemi in termini di ricerca di sponsorizzazioni e sovvenzioni» ha affermato in un suo post su Facebook «nonché un notevole deficit che era stato previsto fin dal primo giorno». La Sindaca, entrata in carica a inizio novembre, tira poi una staccata contro il predecessore: «Elementi che la precedente amministrazione conosceva pienamente».

Non bisogna però pensare che la Sindaca usi l’ePrix di Montréal (solo) per gettare ombre su Denis Coderre, suo predecessore alla carica di primo cittadino. Gli schieramenti politici farebbero infatti pensare al contrario: Coderre è un liberale (il partito del Primo ministro Justin Trudeau), mentre la Plante è alla testa di una coalizione civica ambientalista e socialdemocratica. Potrebbe sembrare un derby interno al centrosinistra canadese, ma fa specie che un’ecologista cancelli un ePrix. Perché mai una verde annullerebbe un evento del genere?

La città deve far fronte a un bilancio davvero difficile da chiudere. Pare che si prospetti un taglio del 7% al budget cittadino (che ha un volume superiore ai 5 miliardi di dollari canadesi). Il buco ammonterebbe – secondo Montréal Gazette – a ben 358 milioni, e il 2017 si chiuderà (pare) con un deficit di oltre 30.

E così la Formula E ha perso improvvisamente attrattiva. Checché ne dicano i maligni, dunque, a uccidere il finale di stagione è stato l’erario, e non la batteria al litio.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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