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La F1 si mobilita per aiutare l’Australia in fiamme: all’asta tute, caschi ed incontri con i piloti

Sono ormai 4 mesi che l’Australia brucia. Senza sosta, senza riuscire a fermare l’apparentemente inarrestabile avanzata del fronte degli incendi, l’Australia brucia.  Per far fronte a quella che a ragione è stata definita la più grande catastrofe ambientale che il paese ricordi, praticamente da ogni dove ci sono state mobilitazioni volte ad organizzare svariate raccolte…

22 Gennaio 2020
3 min read

Sono ormai 4 mesi che l’Australia brucia. Senza sosta, senza riuscire a fermare l’apparentemente inarrestabile avanzata del fronte degli incendi, l’Australia brucia. 

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Per far fronte a quella che a ragione è stata definita la più grande catastrofe ambientale che il paese ricordi, praticamente da ogni dove ci sono state mobilitazioni volte ad organizzare svariate raccolte fondi: donazioni realizzate via social si sono affiancate a quelle di diversi personaggi famosi, con molte star di caratura mondiale che hanno dato vita ad iniziative benefiche per cercare di fornire aiuto concreto ad un paese messo letteralmente in ginocchio.

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© F1

Così come accaduto per mano del WRC in occasione del poi annullato Rally d’Australia, anche la F1 – dato l’appropinquarsi del GP di Melbourne – ha deciso di mobilitarsi per supportare in maniera tangibile le popolazioni colpite da un vero e proprio cataclisma. A partire da oggi infatti il Circus metterà all’asta tanto merchandising ed oggetti appartenuti a vari piloti quanto esperienze da vivere nel Paddock del GP d’Australia, gara d’apertura della stagione 2020 di Formula 1. Gli acquisti (effettuabili qui) saranno possibili fino al mese di febbraio: le experience vedranno la propria asta chiudersi il 9, i cimeli dei piloti rimarranno invece a disposizione di eventuali acquirenti fino al 16 dello stesso mese e l’intero ricavato andrà devoluto a Red Cross Australia, Country Fire Authority Victoria, Foundation for Rural and Regional Renewal ed al WWF Australian Wildlife and Nature Recovery Fund, 4 organizzazioni no-profit che la F1 ha scelto assieme ai promoter del GP d’Australia.

Per quanto riguarda gli oggetti, quelli verosimilmente più ambiti nel corso dell’asta saranno quelli donati dai piloti. Daniel Ricciardo ha messo ad esempio a disposizione i guanti e le scarpe utilizzati durante la sua prima stagione in Renault, Kevin Magnussen ha dato il casco che utilizzerà proprio durante il GP di Melbourne 2020 mentre Romain Grosjean, Alexander Albon, Daniil Kvyat e Max Verstappen hanno deciso di donare le tute da gara indossate nel corso della stagione 2019 di Formula 1.

© Mark Thompson / Getty Images / Red Bull Content Pool
© Mark Thompson / Getty Images / Red Bull Content Pool

Basta così? Neanche per sogno, dato che è stata la stessa F1 ad aver provveduto ad alzare la posta in gioco decidendo di mettere all’asta esperienze che solitamente non vengono offerte a pagamento. Dal 22 gennaio al 9 febbraio ci si potrà infatti aggiudicare un “Meet & Greet” con diversi volti noti del Circus: alcuni fan avranno la possibilità di incontrarsi con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, con Max Verstappen ed Alexander Albon, con Lando Norris e Carlos Sainz, con Sergio Perez e Lance Stroll e con George Russell e Nicholas Latifi, mentre altri tifosi potranno conoscere Toto Wolff, Mattia Binotto e Claire Williams. All’asta andranno anche i tour nelle Factory di McLaren e Renault – con quest’ultima che metterà a disposizione anche la possibilità di allenarsi con la propria Academy -, e potranno inoltre essere acquistati il più classico dei Paddock Club per il GP d’Australia, un hot lap del circuito di Albert Park a bordo della Safety Car, una visita alla Direzione Gara durante la gara d’apertura del mondiale ed un…invito per una cena con Ross Brawn durante il weekend di Melbourne.

Tra le righe di un’iniziativa decisamente lodevole, si intravede forse solamente una nota stonata: l’assenza pressoché totale da parte della Scuderia Ferrari, unica tra i top team a non mettere a disposizione i propri piloti per questo genere di attività o a donare alla causa alcune “reliquie” del recentissimo passato. Vantando una delle line up migliori dello schieramento – nonché una di quelle con più seguito a livello di tifosi sparsi per il mondo – ed essendo la scuderia simbolo di questo sport, viene da chiedersi come mai il team di Maranello abbia deciso di non partecipare in maniera più attiva ad una mobilitazione che nulla può togliere ma che invece tanto può dare. Come dite? Avranno sicuramente le loro ragioni? Certo, è indubbio. Solo che, per stavolta, le loro ragioni non le condividiamo. 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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