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Un giro non perfetto ed un “We’ll speak after” in radio: Vettel scontento dopo le qualifiche di Monza

Un’esultanza strozzata, un “Ah, we’ll speak after”, un volto non proprio disteso al termine delle qualifiche. In una giornata in cui persino il sole, spuntato a sorpresa tra le nuvole all’inizio del Q3, era tornato a far scintillare il rosso Ferrari sull’asfalto dell’Autodromo Nazionale di Monza, qualche ombra di troppo rabbuia il sabato pomeriggio della Scuderia…

1 Settembre 2018
3 min read

Un’esultanza strozzata, un “Ah, we’ll speak after”, un volto non proprio disteso al termine delle qualifiche. In una giornata in cui persino il sole, spuntato a sorpresa tra le nuvole all’inizio del Q3, era tornato a far scintillare il rosso Ferrari sull’asfalto dell’Autodromo Nazionale di Monza, qualche ombra di troppo rabbuia il sabato pomeriggio della Scuderia di Maranello.

© Scuderia Ferrari Press
© Scuderia Ferrari Press

Sebastian Vettel, al termine del suo secondo ed ultimo tentativo nel corso della terza manche delle qualifiche del GP d’Italia, era convinto di avercela fatta. Il tedesco, concentrato sulla Mercedes che lo precedeva, deve tuttavia aver sottovalutato la Ferrari che, a breve distanza, lo inseguiva. Quella stessa Ferrari che, stampando un velocissimo 1’19″119, gli ha sottratto la Pole Position davanti al pubblico in rosso lasciandogli un amaro in bocca il cui sapore resterà per più di qualche ora.

“Ti abbiamo sentito prima esultare in radio, e poi dire ‘Ne discuteremo più tardi’ – ha chiesto un impavido Paul Di Resta nel corso delle interviste in pista – “Credi che la tua scia abbia fatto la differenza?”. “E’ sempre così a Monza” – ha risposto un evidentemente poco soddisfatto Vettel – “Quindi credo che lui fosse in una bella posizione. Credo che il mio ultimo tentativo sia stato buono, anche se il giro non è stato perfetto e quindi non sono del tutto contento, ma penso che Kimi sia stato semplicemente più veloce alla fine“. “Al mio giro daremo un’occhiata più tardi, per ora possiamo essere contenti con entrambe le auto in prima fila”, ha concluso il tedesco prima di dirigersi verso la sala stampa.

Sala stampa che, viste le premesse, non aspettava altro che poter infilare il fatidico dito nella piaga. “Sebastian, dal tuo team radio sembrava che appena tagliato il traguardo fossi convinto di avere la Pole, e dopo che ti hanno detto di essere 2° abbiamo sentito quel ‘Ne parleremo poi’. C’è qualcosa in particolare di cui vorrai parlare? E si parlerà di ordini di scuderia in vista della gara di domani?”, chiede infatti qualcuno seduto nella platea. “No, non si parlerà di nulla che riguardi una cosa simile. E’ evidente che non sia felice, ma non ti spiegherò perché“, ha risposto in maniera decisa Vettel, alimentando il vociare di chi già paventava una leggera spaccatura in seno alla Scuderia durante il weekend di casa. “Sebastian, perché non eri in una posizione che ti permettesse di trarre un vantaggio da Kimi piuttosto che il contrario? – incalzano dal fondo – “Cosa intendevi con ‘Ne parleremo dopo’? Permetterete a Kimi di vincere domani?“. “Beh, la risposta alla prima domanda è che abbiamo un ordine di uscita che cambia in ogni weekend, e stavolta toccava a Kimi partire per secondo” – replica Vettel – “La seconda domanda? Non te lo dirò, è la stessa domanda che mi hanno posto poco fa. E la terza beh, se Kimi partirà dalla Pole credo che gli sia permesso di vincere. E’ ovvio che voglia vincere, ma anche io voglio vincere. Speriamo che sia uno di noi due a farlo.

E l’attenzione, ovviamente, si sposta quindi sulle primissime fasi della gara di domani. “Dovendo lottare con il compagno di squadra alla prima curva, cambierà il vostro modo di agire rispetto a quando lottate con le Mercedes?“, si chiede qualcun’altro tra le prime file. “Sì, credo che un po’ cambierà il nostro atteggiamento” – esordisce il tedesco – “Come sempre si cerca di uscire in testa, non importa contro chi tu stia correndo perché in qualsiasi caso provi ad evitare il contatto. Non è che perché ci sia un’altra macchina allora sono contento di toccarla. Con le auto attuali non puoi semplicemente permetterti di toccare o di essere toccato“. Non credo che ci sarà molta differenza rispetto alle altre gare in realtà” – replica Iceman – “Ovviamente sappiamo che essendo compagni di squadra possiamo correre ma dobbiamo fare attenzione l’uno con l’altro, ma non credo che le cose cambino rispetto alla norma. Non credo che qualcuno prenda di proposito un numero eccessivo di rischi per danneggiare di proposito la macchina di qualcuno e la propria allo stesso tempo. Come sempre insomma”.

E se a due settimane da un GP di Singapore che evoca decisamente ricordi poco piacevoli Sebastian Vettel decide di non prendere parola per rispondere a chi gli chiede se le Ferrari siano in grado di mantenere il trend positivo visto nel corso delle ultime gare, Lewis Hamilton non sembra aver dato troppo peso al distacco accumulato in qualifica. La gara si corre domani, il #44 questo lo sa bene, e c’è da scommettere che quest’aria non del tutto leggera che sembra stiano cercando di far respirare in Ferrari non dia del tutto fastidio al leader del Mondiale…

 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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