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Fermi tutti! Forse non tocca ad Alonso: Pruett lancia Dixon in McLaren

E così la McLaren nella IndyCar ha un asso nella manica. A quanto pare, eh! Nulla di ufficiale, eppure sussurri insistenti tessono un’indiscrezione molto allettante. E cioè che sarebbe nientemeno che Scott Dixon a correre la stagione intera nella McLaren a stelle e strisce. A darne conto è un giornalista americano molto preparato, Marshall Pruett,…

22 Giugno 2018
3 min read

E così la McLaren nella IndyCar ha un asso nella manica. A quanto pare, eh! Nulla di ufficiale, eppure sussurri insistenti tessono un’indiscrezione molto allettante. E cioè che sarebbe nientemeno che Scott Dixon a correre la stagione intera nella McLaren a stelle e strisce.

Fermi tutti! Forse non tocca ad Alonso: Pruett lancia Dixon in McLaren

A darne conto è un giornalista americano molto preparato, Marshall Pruett, firma del sito Racer.com. La girandola di movimenti che potrebbe caratterizzare il mercato piloti americano è davvero sorprendente. E tutto comincia dal seguente assunto: Alonso potrebbe davvero debuttare in IndyCar? O ci sono degli ostacoli un po’ più complessi?

Pruett osserva che tra Alonso e Dixon non c’è storia: lo spagnolo è in pessimi rapporti con Honda e ha una sola corsa di esperienza nella categoria, mentre Dixon è il cocco dei giapponesi e ha quattro titoli sullo scaffale. Se questa carta fosse vera, la McLaren sarebbe stupida a non approfittarne.

Proprio il legame tra McLaren e Honda è l’ostacolo più tangibile al debutto del #14 sull’asfalto americano. Pare che la McLaren abbia contattato sia i motoristi nipponici sia la Chevrolet, e che la Honda si sia offerta di pagare di tasca propria una succosa sponsorizzazione. Una bella valigetta che dispensa dall’obbligo di trovare un pilota pagante e permette di finanziare parte del programma (stipendio del conduttore compreso).

Peccato che tra Alonso e la Honda siano volate parole molto grosse negli ultimi anni. Peccato inoltre che Alonso abbia vinto la 24 Ore di Le Mans. Già, perché la vettura che lo spagnolo guidava non era una vettura qualunque: era una Toyota. Cioè la prima rivale della Casa nipponica, in quanto connazionale e diretta concorrente. Insomma: il due volte campione F1 non ha proprio le carte in regola per stare simpatico ai giapponesi.

Casco e auto di Alonso a Indy

Ma anche se la McLaren potesse declinare l’offerta Honda, i problemi di Alonso non finirebbero qui. L’alternativa è affidarsi a un cospicuo investimento di Michael Latifi, padre del Nicolas che corre in Formula 2 sotto contratto con la squadra di Woking. Latifi padre è interessato sia alla F1 sia alla IndyCar: il che significa che magari potrebbe mandare il figlio oltreoceano. Con buona pace di Alonso, parimenti debuttante. E teniamo presente che per il momento entrambi i team con cui McLaren sta flirtando (Andretti e Rahal) sono comunque motorizzati Honda.

Un movimento di Dixon indurrebbe reazioni a catena, anzi a cascata. Lascerebbe scoperto il suo prestigioso sedile da Ganassi: ecco dunque che il suo manager potrebbe far approdare un altro pilota che gestisce. Cioè Felix Rosenqvist: lo svedese che ha vinto la F3 europea, ha “perfezionato i suoi studi” con tre vittorie in IndyLights e adesso compete ad alti livelli in Formula E. C’è anche chi sussurra di un flirt tra Rossi e Ganassi, ma chi non vorrebbe quel sedile? Anzi, perché Dixon, quasi 38enne, dovrebbe mai lasciarlo?

Un’indicazione importante che Pruett dà riguarda la quinta macchina Andretti. La squadra cogestisce nella IndyLights la vettura che oggi è di Colton Herta, figlio dell’Herta che collabora alla macchina di Marco Andretti in IndyCar. Herta compete in IndyLights con l’Andretti-Steinbrenner e si vociferava che una vettura Andretti-Steinbrenner, sempre con Herta al volante, si sarebbe aggiunta alle altre quattro Andretti nel 2019. Quest’opzione, dice Pruett, «appare più remota» alla luce delle voci su McLaren. Il che costringerebbe Herta junior a migrare da Rahal o Carpenter.

Una volta che gli inglesi avranno dato il la, gli americani penseranno al resto. Il mercato piloti IndyCar quest’anno assomiglierà a una marcia travolgente.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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