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Pazzo debutto della Formula E a Hong Kong: domina Bird, i duelli si moltiplicano

Come non se ne vedevano da mesi, la prima corsa della Formula E quest’anno è stata densa di duelli e di colpi di scena. A imporsi è stato Sam Bird, che ha firmato una vittoria in scioltezza nonostante una sosta ai box al limite del ridicolo (giustamente penalizzata). Dietro di lui è impazzato ogni genere…

2 Dicembre 2017
3 min read

Come non se ne vedevano da mesi, la prima corsa della Formula E quest’anno è stata densa di duelli e di colpi di scena. A imporsi è stato Sam Bird, che ha firmato una vittoria in scioltezza nonostante una sosta ai box al limite del ridicolo (giustamente penalizzata). Dietro di lui è impazzato ogni genere di duello e di sorpasso. Ma l’onore delle armi va conferito anche a Jean Eric Vergne, suo rivale nella prima metà di gara e duellante dal sangue caldo con Nick Heidfeld.

Pazzo debutto della ePrix a Hong Kong: domina Bird, i duelli si moltiplicano

La pole position del primo ePrix di quest’anno è andata a Jean-Eric Vergne, che se l’è aggiudicata nonostante un 180° sul traguardo. Il francese in pratica ha fermato il cronometro in retromarcia! Alla partenza Heidfeld, 3° in griglia, prova ad attaccare Vergne ma finisce per perdere una posizione. Subito dopo André Lotterer va lungo e viene tamponato alla chicane e sventolano bandiere rosse. La corsa deve quindi ripartire. Dopo una lunghissima pausa, durante la quale i team si dedicano a riparare le automobili, viene finalmente annunciato il restart dietro Safety Car.

Buemi prova a sorpassare Di Grassi al tornantino buttandosi all’ultimo all’interno, e finisce per toccarlo. Il contatto resta senza conseguenze, mentre dietro di loro Filippi è coinvolto in un testacoda da una Mahindra, mentre D’Ambrosio rimane fermo in pista (ripartirà, ma avrà problemi anche a fine gara). Filippi subisce un drive-through. Di Grassi viene poi costretto ad anticipare dopo un brusco contatto con Buemi. Nel frattempo anche Oliver Turvey, a lungo in lotta per il vertice, subisce dei problemi.

Al giro 20 Sam Bird riesce a sorpassare Jean-Eric Vergne con un sorpasso netto. La battaglia  di nervi si protraeva da inizio gara, e negli ultimi giri i due stavano incollati l’uno all’altro. Subito dopo Vergne rientra ai box, mentre arriva un DT per Lotterer. Comincia il valzer dei pit-stop: assieme a JEV rientra anche Rosenqvist.

Ma Sam Bird sbaglia l’entrata nel suo box, spiaccicando la macchina contro il muro! E pochi giri dopo Sebastien Buemi rimane piantato in pista e deve cedere posizioni. E mentre JEV è costretto a difendersi da Heidfeld, è inflitto un DT anche a Bird per quell’entrata folle ai box. Non cede la leadership! Sbuca subito davanti a JEV  e Heidfeld, che si danno battaglia alla chicane: il francese restituisce lì il sorpasso che aveva subito, quasi bloccando il rivale. Un altro sorpasso all’interno è andato a male per un traversone che gli ha mandato la macchina in tilt.

Nelson Piquet jr è all’attacco di Felix Rosenqvist e riesce a sorpassarlo con le ruote bloccate! Anche Daniel Abt si infila e passa Rosenqvist. Nel frattempo Edoardo Mortara sorpassa Alex Lynn. Alla fine sventola la bandiera a scacchi davanti a Sam Bird, autore di una prestazione straordinaria. Lui e la sua DS Virgin hanno dominato tutta la seconda parte dell’ePrix. Chiudono il podio JEV e Heidfeld,

Nel trarre un primo, prematurissimo bilancio sportivo, non si può che gioire. L’archiviazione del duopolio Audi/Renault è una realtà o un fenomeno passeggero di questo ePrix? Solo il tempo potrà dirlo: certo è che Techeetah e DS Virgin sembrano tornate a occupare un ruolo più consono al loro peso sportivo.

Il servizio offerto da Mediaset è stato ammirevole. Splendida la telecronaca di Nicola Villani e Francesco Neri, e la corsa è stata preceduta da un buon pre-gara in studio (nonostante la Saderini non facesse che augurarsi crash di ogni tipo). Da segnalare anche il positivo coinvolgimento di Fabiano Vandone e Luca Filippi.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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