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La crisi dei Vaillant: recensione di “Collasso”, il 4° numero del fumetto francese sulle corse automobilistiche

Il nuovo numero di Michel Vaillant è una bomba. Lo storico fumetto francese è tornato alle stampe a inizio novembre con Collasso («Collapsus» in originale) e ha sconvolto tutte le carte in tavola. Il tandem Graton-Lapierre ha voluto segnare la svolta decisiva della Nuova Stagione. Si tratta, senz’ombra di dubbio, dell’albo più drammatico nella storia della famiglia Vaillant.…

1 Ottobre 2017
4 min read

Collasso, Michel VaillantIl nuovo numero di Michel Vaillant è una bomba. Lo storico fumetto francese è tornato alle stampe a inizio novembre con Collasso («Collapsus» in originale) e ha sconvolto tutte le carte in tavola. Il tandem Graton-Lapierre ha voluto segnare la svolta decisiva della Nuova Stagione.

Si tratta, senz’ombra di dubbio, dell’albo più drammatico nella storia della famiglia Vaillant. La trama è ben scritta e si sviluppa in un crescendo di tensione che incolla il lettore alle vignette, senza concedergli pause. In più, grazie al talento di Marc Bourgne e all’espressività dei suoi personaggi, non si potrà che simpatizzare con i protagonisti, nonostante la mancanza di una voce narrante.

Come già sapevamo da un anno (Relazione pericolosa è uscito all’incirca in questo periodo nel 2014) Jean-Pierre Vaillant, fratello maggiore di Michel e amministratore della società di famiglia, è impegnato nel trattare l’acquisto della Leader. Dopo anni di rivalità sanguinosa, alla fine il marchio cinese, avversario storico della Vaillante, sta per passare in mano transalpina. È un sogno che si avveraper il gestore dell’impresa, da sempre subalterno del padre e del fratello minore. Ma un imprevisto fa naufragare l’affare, e trasforma l’operazione nell’incubo più grande che i Vaillant abbiano mai vissuto.

Senza anticiparvi niente (sarebbe davvero un crimine farlo), possiamo dirvi che le quote azionarie Vaillante finiscono in gravissimo pericolo, e c’è il rischio concreto che l’azienda scivoli via dalle mani della famiglia. A questo disastro si aggiunge l’irreperibilità di Jean-Pierre, che intanto è segretamente impegnato a chiedere aiuto alle altre Case automobilistiche europee…

Appunti Vaillant

È un fumetto che vale tutti i €16 che costa (potete trovarlo qui). Philippe Graton e Denis Lapierre narrano con una perizia invidiabile, che sa alternare le sezioni di calma e quelle di tensione scandendo un ritmo da cardiopalma. Le vignette silenziose, che nei tre albi precedenti erano forse un po’ deboli, sono in questo un’arma segreta per alzare i livelli d’ansia.

Il finale è scioccante. (Non vi preoccupate, niente spoiler). Chi non ha mai letto Michel Vaillant lo troverà tragico, ma forse non capirà la portata rivoluzionaria di questo “numero quattro”: c’è una totale e definitiva forzatura della tradizione Graton. Si raggiungono livelli di drammaticità mai visti in Michel Vaillant, e si rimettono in gioco tutte le regole che hanno mosso per anni questo fumetto. In poche parole, gli sceneggiatori hanno fatto una scelta vincente, ma coraggiosa e inaspettata, che cambierà per sempre il DNA della serie. Nulla sarà come prima.

Dopotutto il duo ha, fin dal primo numero della Nuova Stagione, sempre rimesso in discussione i valori storici della serie. Abbiamo fatto conoscenza con un figlio ribelle e insofferente all’atmosfera corsaiola della famiglia (Patrick, che in Tensione abbiamo anche intravisto nudo, a letto con la fidanzata) e vittima di un incidente gravissimo che lo costringe su una sedia a rotelle. E l’inappuntabile Michel Vaillant si è lasciato andare, giusto un numero fa, in un bacio proibito con la copilota Carole Ouessant – nonostante sia marito fedele da decenni, ormai. Insomma, Graton e Lapiere ormai quasi godono nel violare le regole e i tabù che hanno sempre contraddistinto la vecchia serie. Ed è un bene.Un po’ d’aria nuova che rende il tutto più stuzzicante.

Michel Vaillant, copertina prossimo albo
Questa è la copertina italiana dell’albo che è uscito a inizio novembre

Ottimo, come sempre, il lavoro di Marc Bourgne e Benjamin Benéteau. Il secondo si è potuto sbizzarrire poco quest’anno, visto che non c’erano corse (e macchine) da disegnare. Ma il primo ha potuto dare libero sfogo alla propria creatività. Bourgne è stato capace di ritrarre un’intera tavolozza di stati d’animo, enfatizzando la drammaticità dell’albo. E quanto alle griglie e alle pagine del fumetto, aumentare le vignette nei momenti di tensione ha reso più incalzante il ritmo. Ne è un esempio pagina 20, che segna il momento di svolta nella narrazione. Ed è molto efficace la scelta di “inclinare” alcune vignette proprio alle pagine 20 e 21, come se distorte dalla foga di Jean-Pierre.

Anche i colori di Christian Lerolle giocano un ruolo solido, suggerendo atmosfere e tensioni interne ben studiate. Il suo caratteristico ricorrere al rosso nei momenti più critici è davvero efficace. Non è un caso, poi, che proprio alle suddette pagine 19, 20 e 21 il rosso diventi il colore dominante… con un effetto molto suggestivo. Tanto che viene da chiedersi perché Lerolle non sia citato in copertina.

In poche parole, Collasso è un esperimento molto azzardato ma ben riuscito. È un fumetto che riscrive la storia dei Vaillant e fa schizzare in alto il livello di tensione. È, insomma, un punto di non ritorno dopo il quale è impossibile predire i futuri sviluppi della serie. Intanto, però, gustiamoci la storia e i lati oscuri dei personaggi che ci vengono presentati in quest’albo. Al non vedere l’ora per il prossimo numero, per quello abbiamo un anno intero.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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