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F1, GP di Monaco: l’analisi onboard di Leclerc e Verstappen, su programmi diversi nelle FP1

Siamo stati onboard con Leclerc e Verstappen per seguire i loro piani di lavoro durante le FP1 del GP di Monaco. Ecco cosa è emerso

24 Maggio 2024
3 min read
fp1 monaco leclerc

Siamo stati on board con Max Verstappen e Charles Leclerc per seguire i loro piani di lavoro durante le FP1 del GP di Monaco. Ecco cosa è emerso dalla prima sessione di prove libere a Montecarlo.

fp1 monaco leclerc
© Florent Gooden / DPPI

Si concludono le FP1 a Monaco e il risultato mostra pochi riscontri, ma molto indicativi. Abbiamo notato l’applicazione di programmi diversi da tutti da parte di Ferrari e Red Bull, che non hanno provato adeguatamente la qualifica con le Soft contrariamente a McLaren e Mercedes.

Leclerc e Sainz hanno fatto il primo run con le Hard mentre Verstappen ha cominciato le sue FP1 con le Medium. 1’14″0 pare essere il “muro” per Leclerc a inizio stint, ma come sempre le gomme sulla SF-24 si accendono piano.
I tempi tra Max e Charles erano molto simili nonostante la differenza di copertura, con run composti da un giro push e uno cool.

La comparazione dei run di Verstappen, Leclerc, Piastri, Sainz e Norris

Solamente al 13° giro su Hard Leclerc dà uno strappo rispondendo al tempo appena fatto da Norris, firmando un un 1’13″343, miglior tempo per ben 5 decimi rispetto a chiunque. Sainz lo segue con un 1’13″718.

Nel giro successivo Charles non fa un cooldown lap e stampa un 1’13″4, giri molto buoni considerando l’età della mescola e con circa 10 giri di benzina ancora disponibili. Poco dopo, infatti, Bozzi gli segnala via radio “hai massimo 3 push, che con qualche Km di tolleranza e considerando i cool sono circa 8 giri, rivelano un primo stint come classico Ferrari con 1/3 di gara nel serbatoio. Al 17° giro Leclerc firma un 1’13″132, seguito da un altro 13.1 due giri dopo, buoni tempi considerando l’età della mescola; poi Charles si ferma, e chiede un riesame dell’anteriore, desiderandolo più morbido per avere più grip a centro curva.

Dopo le sistemazioni ai box, Leclerc riprende le FP1 del GP di Monaco con gomme Medium e non riesce a fare nessun giro pulito. Proprio mentre accende il primo settore record rallenta e lamenta scarso grip al posteriore, chiedendo di controllare il fondo. La segnalazione va a pennello con il timing della bandiera rossa causata da Zhou, momento in cui il monegasco raccoglie detriti persi dalla Stake F1 Team che è andata contro il guardrail esterno alla St. Devote.

Non mancano momenti di piccola confusione, come quando Bozzi si sbaglia e si apre con Charles in italiano in una comunicazione che doveva dare al team: “Tra 50 secondi entra la macchina”. L’ingegnere se ne rende conto e chiede scusa. Gestire anche solo una FP1 di Formula 1 non è affatto cosa semplice e immediata.

Dopo i controlli di routine Charles torna in pista per completare gli ultimi 10′ di FP1 del GP di Monaco, e a ogni giro Bozzi segnala la posizione in classifica. A fine sessione il padrone di casa chiede: “Siamo ancora in P5?”. La risposta dal muretto arriva subito: Sì, nulla è cambiato”.

Charles non è pienamente soddisfatto, ma il suo tempo è il più veloce tra i gommati con Pirelli Medium. Max Verstappen, dal canto suo, non si è lamentato del setup della monoposto se non nel finale di sessione dove, soprattutto al Tabaccaio, la sua RB20 sembrava non voler stare saldamente in pista slittando pericolosamente verso il guardrail esterno; in più di un’occasione il 3 volte Campione del Mondo ha rischiato di colpire la barriera, ma è stato abile nel controllare la monoposto prima di impattarvi, strappando solamente alcuni cartelloni pubblicitari. Anche qualche problema in inserimento curva per Max, che si apre via radio a pochi minuti dalla bandiera a scacchi sulle FP1 segnalando la poca fiducia che trova nell’impianto frenante e nel grip in generale.

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Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica dal 2017. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ho conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università di Ferrara, in cui sono Team Leader nel programma Formula Student.

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