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Motogp Test Qatar, Day&Night 1: DesmoDovi vola senza le ali, Honda finalmente le mostra

Sono cominciatie sul circuito di Losail le ultime tre tappe di avvicinamento alla prima gara del Motomondiale 2017, che avrà luogo proprio qui tra due settimane. A fare un piccolo vuoto ci pensa Dovizioso, che nonostante l’assenza della ali stampa un tempo fantastico stupendo per la velocità di punta. A sbalordire ci pensa anche Abraham, con un…

10 Marzo 2017
4 min read

Sono cominciatie sul circuito di Losail le ultime tre tappe di avvicinamento alla prima gara del Motomondiale 2017, che avrà luogo proprio qui tra due settimane. A fare un piccolo vuoto ci pensa Dovizioso, che nonostante l’assenza della ali stampa un tempo fantastico stupendo per la velocità di punta. A sbalordire ci pensa anche Abraham, con un balzo in avanti in classifica senza eguali. Buone risposte da Lorenzo nel suo apprendistato con la Desmosedici. Seconda posizione per Viñales, mentre sono più attardati Rossi (7°) e Marquez (12°) autore di due cadute. Marquez che ha portato all’esordio la carenatura alare della casa dell’ala. 

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Le curiosità che attendevano questa tre giorni qatariota erano molte. Che riescano Marquez e Viñales e confermarsi davanti a tutti? Rossi riuscirà a recuperare il gap, risolvendo i problemi sia fisici che di set up che l’hanno rallentato a Sepang ed a Phillip Island? Lorenzo, sfruttando una pista congeniale ai motori Desmo, sarebbe riuscito a stare sin da subito coi primi? In questi ultimi test riusciremo a vedere le configurazioni aerodinamiche di Ducati e Honda? Questa prima sessione ha potuto dare dei buoni spunti e risposta solo a due (una e mezza per la precisione) di queste domande. Sì, Jorge è riuscito sin da subito a girare col giusto ritmo, chiudendo in top 5. E sì, anche la Casa dell’ala ha svelato il suo asso aerodinamico, a differenza di Ducati. Ducati che però si è rivelata un missile, sfiorando con Dovizioso i 350 km/h, ma andiamo con ordine.

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E’ proprio Dovizioso a chiudere davanti a tutti questa prima sessione, unico a scendere sotto il muro del ’55 a suon di gentilezza e desmopower. Per lui un 1’54, 819 e 36 giri, a soli 3 decimi dalla pole dello scorso anno. Staccato di tre decimi e primo degli inseguitori, Maverick Viñales con un 1’55,179 e ben 60 giri. Il nuovo centauro del Team Movistar Yamaha ha sfruttato la giornata per trovare il miglior set up in ottica gara. A chiudere il podio ipotetico è Cal Crutchlow, del team di Lucio Cecchinello.

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Ma a stupire davvero tutti è stato Karel Abraham del Team Pull&Bear Aspar, su Desmosedici GP15. Il suo è stato un balzo in avanti clamoroso rispetto ai test precedenti, riuscendo a tenere dietro anche Jorge Lorenzo di 3 millesimi. Il maiorchino si è rivelato subito pronto, in alcuni momenti è stato anche davanti a tutti. La possibilità di chiudere i test, ed iniziare il Campionato, in una pista amica della Desmosedici può essere per lui un ottimo modo per migliorare il suo affiatamento con la nuova partner. Il tempo di Lorenzo è stato un 1’55,616.

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In sesta posizione trova posto Jonas Folger, sempre più a proprio agio nella nuova categoria. Solo settima posizione per Valentino Rossi, staccato di 8 decimi da Dovizioso, con Dani Pedrosa vicinissimo. Il Dottore ha ammesso una certa difficoltà nella fase di ingrasso in curva, ammettendo di dover lavorare sia sul set up sia sulla posizione di guida.Ancor più indietro Marc Marquez, 12° ad 1 secondo tondo. Marc è stato autore di due cadute, una verso le 18, nella prima uscita con le nuove carene, ed una a 40 minuti dal termine, che ha costretto la direzione ad esporre bandiera rossa date le concomitanti cadute di Rins, Iannone e Pol Espargarò sempre alla curva 2.

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Nuova veste aerodinamica per Honda quindi, che segue sia la filosofia introdotta da Yamaha e Suzuki, che consistente nel posizionare delle appendici alari e coprirle all’esterno, realizzando de facto una doppia carena (andando ad allargare la sezione della moto) sia la soluzione di Aprilia, la quale ha invece cercato di tenere la stessa larghezza, creando dei piani alari all’interno della figura del cupolino e del codino, ed anche sul puntone inferiore della carena.

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In nona posizione troviamo l’altro alfiere di Tach 3, Johan Zarco, mentre Andrea Iannone chiude la Top 10 staccando di molto il neo compagno in Suzuki Alex Rins, solo 18esimo a quasi 1,8 secondi dalla vetta. Per quanto riguarda l’Aprilia, soliti alti e bassi, con Aleix Espargaro 13° a pochi millesimi da Marquez, mentre Sam Lowes chiude terzultimo dietro a Pol Espargaro su KTM. Smith e Kallio con le altre due KTM chiudono invece la classifica, nelle laconiche ultimissime posizioni.

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Ecco qui il resoconto dettagliato dei tempi.

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Vorrei chiudere con un piccolo omaggio alla memoria di John Surtees, primo ed unico campione del mondo sia su 2 che su 4 ruote.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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