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Le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio del Messico

Perché Verstappen viene chiamato “Sombrero”? Questa ed altre curiosità nelle 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio del Messico!

30 Ottobre 2022
3 min read
10 cose

A causa del bandierone piantato in cima a curva 1 del circuito di Austin, sicuramente qualcuno “asta l’ha vista” già in America. Tuttavia la Formula 1 si sposta a Città del Messico, sull’asfalto dell’Autodromo Hermanos Rodríguez, e noi siamo impazienti di capire chi sarà il pilota che saluterà il gruppo andando a vincere la corsa per guadagnarsi il trofeo da esporre in bella mostra in una azteca di vetro. Ma oltre a ciò, siamo anche impazienti di svelarvi le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio del Messico che trovate all’interno di questo articolo!

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© Red Bull Content Pool

Dopo la partenza nel Gran Premio degli Stati Uniti, la situazione è più chiara che mai. Ormai ci possiamo riferire a Carlos Sainz come se fosse un’influenza: è una cosa che gira“. La delusione in casa Ferrari è parecchia, ma deriva solo in minima parte dall’episodio di Austin; periodo non ottimale per gli uomini in rosso che, nella serata di venerdì, si sono anche dovuti prodigare in riparazioni eccezionali sulla vettura di Charles Leclerc, coinvolta in un incidente in curva 8. I ragazzi di Maranello sono stati colti dunque alla sprovvista da questo errore: vista la zona del tracciato in cui è avvenuto l’incidente, non si aspettavano che Leclerc ci sbatt-Esse;

Il Gran Premio del Messico è anche l’occasione per la FIA di rimettere mano alla penalità comminata a Fernando Alonso al termine della gara corsa in Texas; tolti dunque i 30″ che erano stati aggiunti al tempo di gara dell’Asturiano, che dunque si riprende la 7^ posizione che si era conquistato in pista grazie ad una rimonta feroce. Per l’esperto alfiere Alpine quella di Austin è stata una gara totalmente in salita, in un certo momento anche letteralmente: sto ovviamente parlando del suo tentato decollo sulla rampa di Lance.

Si sa, il Gran Premio del Messico è caratterizzato da altitudine, aria rarefatta e grande festa sugli spalti. Ma quello che sicuramente non si sa, invece, sono le cose elencate qua sotto. Perché? Beh, perché sono le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio del Messico!

  1. É latino-americano, ma stranamente non compare in estate fracassando gli zebedei 24/7;
  2. In Messico Max Verstappen viene chiamato “Sombrero”, probabilmente a causa di quel suo vizio di stare sempre in testa;
  3. Jack Doohan, giovane pilota dell’Academy Alpine, debutterà in F1 questo weekend guidando la A522 nelle seconde Prove Libere del Gran Premio del Messico: le famose FP Doohan;
  4. Un noto ex pilota di Formula 1, oggi commentatore tecnico, alla vista di una razza di cane tipicamente messicana gironzolante nel paddock ha esclamato verso il suo collega: “Chihuahuao Carlo, mai visto cuesto!”
  5. Durante l’edizione 2016 l’allora pilota della Williams Valtteri Bottas raggiunse la velocità di 372,5 km/h, stabilendo il nuovo record assoluto in gara per la Formula 1. Si dice che il boost sia stato aggiunto dallo stesso Valtteri, reduce da un pranzo a base di piatti locali;
  6. Il pubblico sulla tribuna principale è così partecipe ed influente che, quando sente la musica dei motori, in genere Salsa in piedi;
  7. Il terzo settore dell’Autodromo Hermanos Rodríguez passa all’interno dello stadio “Foro del Sol”, impianto in cui sfortunatamente, a causa del nome, i cori possono essere cantati con una sola nota;
  8. Fino a qualche anno fa il Foro del Sol ospitava ancora partite di Baseball, ed è per questo motivo che su di esso è così facile fare battute;
  9. Il circuito è tornato a far parte del calendario del mondiale di Formula 1 dal 2015, dopo un profondo restyling da parte dell’architetto del circus Hermann Tilke che lo ha portato ad una lunghezza di 4304m ed ha eliminato la curva Peraltada, considerata troppo divertente;
  10. Città del Messico, che conta 9 209 944 abitanti, è immensa. Un dedalo di strade e contro-strade contornate da vicoli, ponti, sottopassaggi, incroci, rotonde, semafori, stop, precedenze, intersezioni, corsie riservate. Insomma, tutto quello che potrebbe mandare nel panico Nicholas Latifi.
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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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