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Foggia: “Sono tranquillo, ora resto concentrato solo sul titolo Moto3”

Foggia ci ha parlato del suo fine settimana, concluso trionfalmente e dell’esperienza in Leopard, con vista sulla Moto2 per il 2023

4 Settembre 2022
3 min read

Nel corso di questo fine settimana a Misano siamo riusciti a parlare con Dennis Foggia, portacolori del team Leopard in Moto3. Il romano ci ha raccontato il suo fine settimana del GP di Misano, concluso trionfalmente, della sua esperienza in Leopard e di come può influenzare il contratto in tasca per la Moto2.

Fuori Traiettoria: Dennis, riavvolgiamo il nastro e raccontaci il tuo fine settimana. Venerdì è andata davvero bene, giornata perfetta, mentre ieri sei sceso ai margini della Top10.
Dennis Foggia: Venerdì è andata da paura, mi trovavo bene con la moto e con la pista. Poi sabato era un po’ bagnato, le condizioni erano mutevoli non ho voluto rischiare, perché credo ancora nel titolo e oltretutto la gara sarebbe stata asciutta. Anche il settimo posto in qualifica era legato all’asfalto umido, ho preferito lasciare per strada due decimi piuttosto di farmi male.

FT: Il tempo bizzoso di sabato ha condizionato il vostro lavoro?
DF: No no, siamo riusciti a raccogliere tutti i dati che ci servivano. Abbiamo lavorato bene in questo fine settimana.

FT: Oggi il trionfo.
DF: Mi aspettavo una gara di gruppo, ero convinto che nessuno sarebbe riuscito a prendere e scappare. Non ho sentito la pressione perché non avevo nulla da perdere. È stato davvero difficile nei primi giri, Guevara era davvero veloce e quando sono riuscito a passarlo ho imposto il mio ritmo. A 5 giri dalla fine le gomme erano finite, completamente, e nei curvoni veloci sembrava impossibile guidare. Ho dato il massimo, ne è valsa la pena farlo qui, con la mia famiglia e i miei amici. Poi è la prima volta con mia mamma nel paddock e le dedico la vittoria. Era la mia gara, potevo solo vincere.

FT: Quest’anno avete perso il vantaggio sul dritto. Lasciato per strada voi qualcosa o è KTM ad aver trovato quello che le mancava?
DF: La nostra moto va anche meglio dello scorso anno sul dritto, è proprio KTM che ha lavorato bene e fatto il passo in avanti che le serviva. Ci hanno superato alla grande. Adesso nei sorpassi facciamo fatica, ce la dobbiamo sudare ma non mi lamento.

FT: Ora è ufficiale, dal prossimo anno sarai in Moto2, allora parliamo della tua esperienza in Leopard. nel 2020 ci hai detto che questo team si distingue per personalità, professionalità e competenza. Dopo tre stagioni è cambiato qualcosa?
DF: Non aggiungerei nulla, anzi sono ancora più convinto di quello che vi ho detto dopo qualche gara con loro. Non potrei chiedere di meglio.

FT: Leopard è una culla di campioni. Questo team come ti ha aiutato a cresce sia come persona che come pilota?
DF: Mi hanno permesso di maturare dal punto di vista tecnico. Il fatto che qui siano tutti dei tecnici, con tanti dati da analizzare, mi ha permesso di sviluppare un approccio scientifico.

FT: Emanavi felicità annunciando il passaggio in Moto2 dal prossimo anno, sarai con Italtrans dopo diverse stagioni di Moto3.
DF: Non vedevo l’ora. Sono pronto a fare il salto di categoria, a dare il massimo fin da subito per adattarmi al nuovo stile di guida e questo richiederà maggiore allenamento. Sono contento di farlo con Italtrans, sono il team ideale per continuare il mio sogno.

FT: Da metà dello scorso anno hai cominciato a parlare pubblicamente delle tue ambizioni per la Moto2. Ora che è ufficiale ti senti più leggero a livello mentale? Possiamo aspettarci un Dennis Foggia dominatore della Moto3 da qui a fine anno?
DF: possibile, chiaramente devono esserci anche le condizioni tecniche per farlo. Io parto sempre per vincere e considera che l’ufficialità è arrivata in questi giorni ma i contratti li abbiamo firmati a metà luglio. Ora sono tranquillo e il mio focus è unicamente sul vincere il titolo Moto3 2022. Non penso ad altro, è difficile ma non è impossibile.

FT: Ora ti godrai la vittoria di Misano per qualche giorno, poi subito Aragon. In seguito ci saranno gli impegni asiatici, che mancano dal 2019, e a differenza dei rivali sono piste che conosci. Aiuterà?
DF: Aragon sarà una pista favorevole per me e per Honda. Sono davvero contento di tornare in oriente, sono tutte piste che mi piacciono e dove riesco a esprimermi al meglio. Sono soprattutto curioso di tornare a Phillip Island e nelle altre piste asiatiche, perché non ci sono mai stato con la Honda. Staremo a vedere.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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