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GT World Challenge: Pier Guidi e AF Corse sono campioni Endurance al Paul Ricard

Quattro appuntamenti, una classifica come sempre tirata e un titolo giocato nell’ultimo round stagionale. E’ successo tutto ciò nel tribolato 2020 del GT World Challenge Europe, che per quanto riguarda la serie Endurance si è concluso con il successo di AF Corse ed Alessandro Pier Guidi. La compagine italiana, al primo anno di impegno in prima…

16 Novembre 2020
3 min read

Quattro appuntamenti, una classifica come sempre tirata e un titolo giocato nell’ultimo round stagionale. E’ successo tutto ciò nel tribolato 2020 del GT World Challenge Europe, che per quanto riguarda la serie Endurance si è concluso con il successo di AF Corse ed Alessandro Pier Guidi. La compagine italiana, al primo anno di impegno in prima linea nella serie, ha portato a casa il bottino grosso proprio in occasione dell’ultima 6 ore stagionale al Paul Ricard.

GT World Challenge
© Ferrari Press Office

Una corsa che vedeva nove equipaggi ancora potenzialmente in lizza per il titolo Endurance e che, per quanto riguarda AF, è stata resa complicato dalla concomitanza con il WEC in Bahrain. James Calado e Niklas Nielsen hanno infatti lasciato il solo Pier Guidi a giocarsi il tutto per tutto, affiancato per l’occasione da Come Ledogar e Tom Blomqvist. Una scelta sicuramente non rimpianta da Amato Ferrari, dato che la 488 #51 è stata protagonista assoluta in tutte le fasi dell’evento. A differenza della recente 24 Ore di Spa, la 1000 km del Paul Ricard è stata più lineare, giocata principalmente sulle tattiche. Gli affari per la vittoria sono stati principalmente contro la Lamborghini FFF #63 di Mapelli-Caldarelli-Lind e la Porsche GPX #12 di Pilet-Jaminet-Campbell. Proprio quest’ultima si trovava al comando prima dell’ultimo stint dopo una seconda parte di gara sempre al top, risultato che avrebbe significato vittoria e titolo per gli alfieri della casa tedesca. Ed esattamente in questo istante è avvenuto il capolavoro di AF Corse. Il muretto box ha infatti deciso di chiamare ai box Pier Guidi, protagonista degli ultimi due stint, cambiando solo due pneumatici e rispedendolo in pista al comando.

A rigor di logica, la Ferrari #51 avrebbe dovuto subire la rimonta dei diretti rivali, cosa che invece non è avvenuta. Pier Guidi è invece riuscito addirittura ad allungare negli ultimi, decisivi quaranta minuti. Una performance che ha significato il passaggio per primo sotto la bandiera a scacchi, in una vittoria simbolo del perfetto gioco di squadra tra box e pilota. Beffati dunque i piloti di GPX, che hanno assaporato a lungo la vittoria ed il titolo, ad un certo punto apparso davvero a portata di mano. A tal proposito, escono delusi dall’ultimo round stagionale anche chi si presentava in Francia come leader del campionato. Stiamo parlando della Mercedes Akka #88 di Marciello-Boguslavskiy e la Porsche di Dinamic affidata a Cairoli-Engelhart-Muller. I primi, dopo essere stati in lizza per le prime posizioni, hanno avuto a che fare con un problema allo splitter anteriore che li ha fatti retrocedere nelle retrovie. Non è andata meglio agli alfieri del team italiano, mai in confidenza con il tracciato di Le Castellet ed a cui la decima posizione finale è parsa come il miglior risultato possibile.

Epilogo opposto invece per la Lamborghini di FFF, protagonista di una stagione molto complessa, e conclusa con un convincente terzo posto sul podio francese. Dietro alla vettura di Sant’Agata ha concluso la prima Audi, la #32 del team WRT di Vanthoor-Weerts-Mies. La loro è stata una gara tutta in rimonta dopo un contatto in partenza proprio con la Huracan nero-arancio, che li ha costretti ad abbandonare presto i sogni di gloria per la vittoria. Chiudono la top five gli altri piloti di WRT, ovvero Van der Linde-Bortolotti-Ineichen con la R8 #31. Piuttosto opaca la prestazione di Mercedes, con la prima AMG in sesta posizione con la #4 di Engel-Stolz-Abril, davanti in classifica ai poleman di SMP. L’inedito equipaggio composto da Sirotkin-Vilander-Fuoco non è riuscito a replicare le prestazioni dei colleghi di AF, con i quali condividevano la prima fila in griglia. Finiscono indietro (ottavi e noni) anche le due vetture che hanno comandato le prime fasi di gara. Si tratta della Lamborghini Emil Frey #63 di Costa-Altoè-Perera e l’Audi #66 di Drudi-Vervisch-Schramm. Sulla gara di questi ultimi ha pesato un drive through per partenza anticipata. 

Nelle altre classi, successi in Silver la Lamborghini #77 di Barwell Motorsport, dell’Aston Martin #188 di Garage 59 in Pro-Am e della Bentley #108 di Cmr in Am.

Qui la classifica completa della 6 Ore del Paul Ricard.

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Alessio Sambruna

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