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La maledizione è sfatata: Thierry Neuville vince il Rally di Montecarlo!

Dopo 6 anni di dominio Ogier, dopo un’edizione 2019 finita beffardamente nell’albo dei record, tra le gare decise con minor distacco nella storia dello sport: 2.2 secondi separavano il belga di casa Hyundai dal fenomeno di Gap, apparentemente imbattibile sulle sue strade a prescindere dal mezzo che guidasse. Il 2020, però, non era destinato ad…

26 Gennaio 2020
4 min read

Dopo 6 anni di dominio Ogier, dopo un’edizione 2019 finita beffardamente nell’albo dei record, tra le gare decise con minor distacco nella storia dello sport: 2.2 secondi separavano il belga di casa Hyundai dal fenomeno di Gap, apparentemente imbattibile sulle sue strade a prescindere dal mezzo che guidasse. Il 2020, però, non era destinato ad essere un anno come gli altri. Nel 2020, Thierry Neuville ce l’ha fatta.

La maledizione è sfatata: Thierry Neuville vince il Rally di Montecarlo!

Il #11 ha infatti compiuto una rimonta che ha del miracoloso stamattina, quando in 3 PS è passato da oltre 5 secondi di ritardo dalla vetta, ad essere oltre 10 secondi davanti a tutti. Il compito, ben più facile da descrivere che da eseguire, era uno: non commettere errori e portare a casa la corsa.

Tuttavia, Neuville non si è accontentato e, nel dubbio, ha preferito portarsi a casa anche la Power Stage, andando così a far segnare il primo 30 stagionale già al primo appuntamento. È una vittoria che fa morale proprio perché ottenuta in quella roccaforte avversaria che sembrava inespugnabile, ma è stata costretta a cadere dalla resilienza belga, e dal coraggio di Hyundai nel continuare a credere nel pilota di Sankt Vith: la matta esultanza del DS Andrea Adamo a fine gara è il più bel simbolo del rinnovo di questo connubio, che ormai da anni è parte integrante del WRC di vertice.

Lo sconfitto, in verità, ha meno ragioni per essere deluso di quanto non ci si potrebbe aspettare. Sebastien Ogier (+12.6) è infatti stato in grado di compiere l’ennesima rimonta in Power Stage, sopravanzando il neo compagno di team Evans proprio allo scadere, e regalandosi così 22 punti cruciali: più che per il punteggio, questo risultato cerca di riportare alla normalità delle gerarchie interne che, per buona parte della corsa, hanno vigorosamente traballato sotto i colpi dello strepitoso gallese, che a lungo ha condotto questa corsa.

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Elfyn Evans (+14.3), nonostante la beffa finale, ha infatti condotto una gara magistrale all’esordio su Toyota, che lo ha visto vincere 4 PS in una delle gare più impegnative al mondo. Il #33 è stato in testa fino alla terzultima prova, quando è stato costretto a cedere il passo all’arrembante Neuville. Il bilancio rimane comunque più che positivo, e se l’approccio dovesse essere questo anche per i prossimi round, potremmo avere un quarto contendente al Titolo Iridato.

Dopo i primi 3, i distacchi iniziano a diventare importanti: Esapekka Lappi ha infatti un ritardo di 3:09.0 dal leader, e salva, almeno in termini di punteggio, la prima, disastrosa, uscita di M-Sport. Si è qui specificato in termini di punteggio, perché per quanto riguarda la prestazione c’è poco da salvare. Anche trascurando i problemi iniziali che hanno afflitto tutte le Ford, il finlandese ha pagato diversi secondi in ogni prova, e il suo distacco è salito di oltre 2 minuti tra venerdì mattina e la linea del traguardo. In casa M-Sport urge un’inversione di marcia, possibilmente alla svelta.

Grazie anche ad una serie di circostanze favorevoli, Kalle Rovanpera (+4:17.2) si concede il lusso di chiudere quinto all’esordio Mondiale, dopo una corsa che gli è servita prevalentemente per esplorare i propri limiti. Il giovanissimo finlandese ha fatto segnare alcuni tempi interessanti, ma soprattutto non ha commesso errori ed ha portato il mezzo al traguardo, fatto decisamente non scontato considerata la sua ridottissima esperienza.

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Una pessima domenica costringe Sebastien Loeb (+5:04.7) a scendere dal quarto al sesto posto. L’errore più grave è stato commesso ancora prima di scendere in strada, quando il Cannibale ha optato per un set di sole gomme Super Soft, che si sono deteriorate immediatamente lasciando la sua Hyundai in seria difficoltà. Da lì sono scaturiti un incidente in un fosso, che gli è costato diverso tempo e lo ha quasi costretto al ritiro, e PS con tempi peggiori rispetto alle R5, fattori hanno rovinato una corsa altrimenti non così negativa.

Riesce ad arrivare al traguardo Takamoto Katsuta (+11:27.9), e data la sua ridottissima esperienza è un fattore più che positivo. Il giapponese, fortemente voluto da Toyota, ha alternato prove molto lente ad altre in cui se la giocava con i piloti di bassa classifica, ed è atteso al Rally di Svezia, al quale è iscritto, per ulteriori miglioramenti.

Teemu Suninen (+13:30.4) chiude la graduatoria WRC a punti, e lo fa andandosi a prendere un ottimo terzo posto in Power Stage, che significa 3 punti bonus per il suo campionato. Sicuramente non è stato l’esordio che aveva in mente, e anche per lui, oltre naturalmente che per M-Sport, è atteso un riscatto in Svezia.

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Di seguito la classifica Mondiale dopo la prima gara:

  1. THIERRY NEUVILLE  30 punti
  2. Sébastien Ogier  22
  3. Elfyn Evans  17
  4. Esapekka Lappi  13
  5. Kalle Rovanperä  10
  6. Sébastien Loeb 8
  7. Teemu Suninen 7
  8. Takamoto Katsuta 6
  9. Eric Camilli 2
  10. Mads Ostberg 1
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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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