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Quando Paperino corse in MX: le moto e le matite di Pavese e Cavazzano

Per il nostro ciclo alla scoperta dei cross-over tra mondo Disney e motorsport, oggi analizziamo un’altra storia che merita la lode degli appassionati delle corse. Ma mentre la scorsa volta ci siamo calati negli abitacoli della F1, stavolta dobbiamo togliere due ruote e cavalcare una MX. Oggi è il turno di un racconto ambientato nell’afa della…

8 Febbraio 2019
4 min read

Per il nostro ciclo alla scoperta dei cross-over tra mondo Disney e motorsport, oggi analizziamo un’altra storia che merita la lode degli appassionati delle corse. Ma mentre la scorsa volta ci siamo calati negli abitacoli della F1, stavolta dobbiamo togliere due ruote e cavalcare una MX. Oggi è il turno di un racconto ambientato nell’afa della Costa Rica: Paperino e il motocross della «Sierra»!

©Disney/Panini
©Disney/Panini

La storia è stata data alle stampe sul numero 985 del Topo: a firmarla fu Osvaldo Pavese, mentre a disegnarla nientemeno che il gran maestro Giorgio Cavazzano (ancora). Siamo nel 1974, all’epoca di massimo splendore di Giacomo Agostini. Il pilota motociclistico più titolato del mondo aveva già inscatolato 13 titoli iridati nel Motomondiale (ci aggiungerà gli ultimi due negli anni seguenti, uno nell’abolita classe 350 e l’altro nella 500). E non è un caso che la storia si apra con l’innamoramento sportivo di Qui, Quo e Qua per Tangostini, il campione che primeggia nel motocross.

L’invidia di Paperino per Tangostini lo spinge a cimentarsi con la motocicletta, nel tentativo di riconquistare l’ammirazione dei nipoti. E dopo un misero tentativo a vuoto, si decide a chiedere una due ruote allo zio per correre nel cross. Inaspettatamente Paperone gli dà il via libera, chiedendogli di partecipare a una delle prove più massacranti del mondo: il Grande Motocross della Sierra. E così Paperino s’avvita in una serie di spassose disavventure, che culminano in una sorpresa finale che lo manda in bestia…

©Disney/Panini
©Disney/Panini

La storia si evolve in gag inverosimili ma simpatiche, come la classica benzina alternativa che fa scattare la moto come un’indemoniata (nella versione originale era tequila, divenuta un banale insetticida nelle ristampe). O anche le indicazioni sabotate, che Paperino sabota a sua volta mettendo sulla buona strada tutti i suoi concorrenti.

Paperino è costantemente sotto pressione, ma nonostante tutto non si arrende. Un po’ superbo e presuntuoso, il Paperino di Pavese ne sconta però di tutti i colori ed è per questo che nessuno può ritenerlo antipatico. La storia si arricchisce di comparse-macchiette, che lo sceneggiatore sa però usare con maestria. I rischi di scadere nel banale sono sempre dietro l’angolo. Eppure Pavese li evita, sempre pronto a dosare l’irrequietezza dei latino-americani o la perfidia dei sabotatori cinesi.

©Disney/Panini
©Disney/Panini

Un appassionato di motori non può trarre giudizi negativi sulla storia. Anzi, gli spunti che la sceneggiatura sparge qua e là sono davvero notevoli per il fumetto Disney: alla nona tavola, prima vignetta, Paperone spiega a Paperino che «partirete ad alcuni minuti l’uno dall’altro», proprio come nelle competizioni rallystiche. Paperino è abbandonato a sé stesso come lo erano i piloti che un tempo si cimentavano in corse di lunga distanza. E la popolazione locale è entusiasta della competizione come lo sono sempre stati gli spettatori della Carrera Panamericana, o della Parigi-Dakar.

Forse solo i colori – all’epoca non elaborati come oggi – fanno torto a una storia che ricostruisce l’atmosfera delle grandi corse di durata e resistenza. Il deserto, il caldo, la solitudine: tutti gli ingredienti delle gare più romantiche di quegli anni sono tratteggiati a pieno dal duo Pavese/Cavazzano. Il disegnatore veneziano amplifica le potenzialità della sceneggiatura. Poco si può aggiungere sul suo tratto e la sua capacità di rendere fluidi e spontanei personaggi e movimenti. Ma bisogna far notare che è stato all’altezza anche di una storia così inusuale. Ha reso bene sia le alte velocità della moto (come nella terza vignetta della terzultima tavola) sia i voli e il nervosismo che caratterizza il motocross (con tutte le linee dinamiche curve e comunque verosimili).

©Disney/Panini
©Disney/Panini

Per chi volesse acquistare questa chicca, segnaliamo che è stata recentemente data alle stampe da Giunti Editore, nella collana Le più belle storie Disney, nel volume «Le più belle storie da corsa». Nello stesso volume trovate anche DoubleDuck – Pole Position, la suggestiva storia di Casty Topolino e le macchine ribelli, o La grande corsa Paperopoli-Ocopoli. La si trova anche all’interno di PaperSport – In moto con Paperino, pubblicato da Tuttosport e Corriere dello Sport.

©Disney/Panini
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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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