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“Questo non è sport”: Ott Tänak attacca l’ibrido dopo il ritiro al Rally Svezia

Senza peli sulla lingua: Tänak dice la sua sull’ibrido dopo il guasto che lo ha costretto al ritiro dal Rally Svezia.

27 Febbraio 2022
3 min read

Non è un Ott Tänak sorridente, quello che è entrato nel Parco Assistenza per chiudere la gara dopo la vittoria della Power Stage. Il pilota estone, velocissimo sulle nevi svedesi, ha infatti perso ogni chance di ottenere un buon risultato già venerdì, quando un problema all’ibrido lo ha costretto a fermarsi dopo sole 5 PS.

Uno stop pesantissimo per il Campione del Mondo 2019, che, sommato al ritiro arrivato al Montecarlo, ferma il pilota Hyundai a quota 5 punti dopo 2 gare: il termometro segna già -41 rispetto a Rovanperä, vincitore della gara scandinava e leader con 46 punti iridati.

Che non si sia trattato di un normale ritiro, tuttavia, è stato chiaro fin dal principio. La motivazione dello stop è infatti da ricercare nella nuova parte elettrica, che dapprima ha smesso di fornire potenza alla vettura #8 nel corso della PS 5, per poi far accendere la famigerata luce rossa durante il trasferimento verso la PS 6: tale segnale sta ad indicare un problema grave alla batteria che potrebbe addirittura rendere pericoloso toccare la vettura senza le dovute precauzioni di sicurezza, e, nei fatti, costringe il pilota a fermarsi e ad abbandonare la corsa.

Tänak non ha preso per niente bene la situazione, scagliandosi contro i nuovi regolamenti ancora a giornata in corso…

Nei Rally, se hai quattro ruote e l’auto va, devi poter continuare. Se un’azienda terza ti costringe a fermarti, è una dimostrazione che al momento tutto il sistema è piuttosto fragile.

…per poi rincarare ulteriormente la dose nell’intervista di fine gara:

È successo qualcosa che non dovrebbe mai succedere nello sport. Questo non è sport.

Come dare torto al frustrato estone? D’altronde, è chiaro a tutti che la batteria è stata un punto chiave di questa gara prevalentemente in senso negativo, con diversi problemi anche per Neuville e Rovanperä (quest’ultimo colpito anche al Montecarlo), fortunati a rimanere in corsa nonostante le avarie. E questo non è tollerabile per un motivo ben preciso: quella indiziata è una parte stock, fornita da una terza parte, che i team sono obbligati a montare sulle proprie vetture.

Compact Dynamics, che nel frattempo ha fatto arrivare le proprie scuse per l’accaduto, afferma di essere già al lavoro per capire e risolvere il problema. Vogliamo ovviamente credergli, ma è opportuno che situazioni del genere non si ripetano più per evitare di andare a intaccare la credibilità di un campionato le cui nuove regole già non ci stanno convincendo fino in fondo.

Perché è vero, i problemi capitano. Ma non è accettabile costringere un equipaggio a scendere da un veicolo perfettamente integro e funzionante, ritirandosi da una gara che sta andando benissimo, a causa di un guasto a una parte su cui i team non possono mettere mano. E Tänak ragione ad essere infuriato, perché questo è quanto di più lontano ci possa essere dallo spirito originario delle corse su strada.

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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