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Trident licenzia Ferrucci. Ma spuntano anche altri retroscena!

Incidenti volontari, guida con telefono in mano, accuse di bullismo e razzismo. Sembrava che per Santino Ferrucci i capi di accusa fossero già estremamente numerosi (per chi fosse rimasto indietro li abbiamo trattati approfonditamente qui). Oggi però vengono alla luce nuovi retroscena, forniti direttamente dal team Trident, scuderia per la quale corre nel campionato FIA…

18 Luglio 2018
2 min read

Incidenti volontari, guida con telefono in mano, accuse di bullismo e razzismo. Sembrava che per Santino Ferrucci i capi di accusa fossero già estremamente numerosi (per chi fosse rimasto indietro li abbiamo trattati approfonditamente qui).
Oggi però vengono alla luce nuovi retroscena, forniti direttamente dal team Trident, scuderia per la quale corre nel campionato FIA Formula 2.

santinoferrucci
In un comunicato stampa, la scuderia piemontese rivela gravi inadempienze economiche da parte del pilota americano e della società economica garante, rappresentata direttamente dal padre Michael.
Chi non dovesse essere coinvolto assiduamente in questo mondo forse non sa che in F2 i piloti non vengono stipendiati dai team. Devono anzi pagare quote annuali che vanno da 1.5 a 2 milioni di euro per scendere in pista.
E, da quanto traspare, il driver a stelle e strisce sin da inizio campionato non rispettava le scadenze dei pagamenti (o non li effettuava proprio, non ci è dato saperlo) scaricandone la responsabilità sulle inadempienze degli sponsor.
Trident ha cominciato a sentire puzza di bruciato quando gli stessi sponsor che non pagavano le gare nella classe cadetta hanno finanziato a Ferrucci la partecipazione alla gara di Indycar tenutasi a Detroit tra l’1 e il 3 Giugno scorsi.

La spada di Damocle del licenziamento che sembrava in procinto di calare sul collo di Santino già da prima di questa rivelazione segue così il suo percorso.
Il contratto di Ferrucci è stato rescisso e la scuderia ha attivato le procedure necessarie per il recupero dei crediti non onorati.

Difficile dire se questi avvenimenti segneranno la fine della carriera del giovane pilota o se, grazie agli ingenti sponsor, troverà comunque un nuovo sedile, magari oltreoceano. Di sicuro c’è solo che con questa netta decisione da parte di Trident si chiude -speriamo definitivamente- un capitolo che non avremmo mai voluto racontare in questa Formula 2.

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Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 all'età di sette anni. Da lì la passione per le corse non smette di crescere, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità.
Ad oggi, tramite FuoriTraiettoria, sono accreditato Formula 1 e Formula 2.

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