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Le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio d’Italia

Perché la Ferrari ha già sbagliato strategia? La risposta giusta la trovate nelle 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio d’Italia!

11 Settembre 2022
3 min read
10 cose

C’è una novità cromatica in casa Ferrari, ma giallo sapete; quello che invece sicuramente non sapete sul GP che scatterà tra poco a Monza ve lo raccontiamo con le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio d’Italia. Ma perché nessuno ve le ha mai dette? Beh, lo scoprirete solo leggendo!

10 cose
@Scuderia Ferrari Press Office

É un weekend di fine estate. Il sole tramonta prima, le giornate iniziano a farsi più corte, ricominciano le scuole…ma per fortuna c’è il Gran Premio d’Italia di Formula 1 a rasserenare il nostro animo. Animo che invece, per una certa Scuderia con sede a Maranello, non è dei migliori.

La Scuderia Ferrari arriva infatti al Gran Premio di casa dopo un weekend di Zandvoort in cui non è riuscita a tenere il passo della RedBull (leggasi Max Verstappen) e, anzi, è riuscita anche a complicare le cose con un pit-stop completamente sbagliato eseguito sulla macchina di Carlos Sainz. Sulla F1-75 dello spagnolo mancava una gomma, arrivata con una decina di secondi di ritardo, a causa di una situazione cui proviamo ora a dare una spiegazione. “Certo“, direte voi; “tutti bravi a posteriori!“. In effetti sì: tutti sono bravi a giudicare a posteriori, tranne la Ferrari; la Ferrari non li troverebbe.

“Il Pit-Stop di Sainz? É stato chiaramente un orrore…eeehhm, un errore”

Laurent Mekies

Da segnalare, tra le altre cose, anche il particolare intoppo di cui è stato protagonista il TIR della Scuderia che, mentre nei giorni scorsi percorreva di notte l’autostrada in direzione Monza, si è dovuto fermare per un principio di incendio scatenato dall’impianto frenante. Più che quello “della Velocità“, dato il nuovo colore delle tute e la sorta di maledizione che pare causare continue sfortune agli uomini di Maranello, mi sembra che Monza sia il Tempio di Tutancamion.

E mentre ci avviciniamo sempre di più al Gran Premio d’Italia e alle 10 cose che nessuno vi ha mai detto a riguardo, riecheggia nell’aria brianzola un tormentone estivo di qualche anno fa, di cui un emergente artista giapponese ha recentemente realizzato una personalissima cover basata su un’esperienza mistica realmente accadutagli – come è normale che sia – in Olanda:

UNA MANO ALLA CABESA

UNA MANO ALLA CINTURA

UN MOVIMENTO SAFETY

UN MOVIMENTO SAFETY

Il nuovo singolo di Yuki Tsunoda, tratto dall’album “Indecisioni”

Insomma, finalmente ci siamo. Eravate qui per leggere e imparare qualcosa di nuovo sul nostro GP di casa, giusto? Bene, perché questo è il momento tanto atteso, ossia quello di scoprire assieme le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio d’Italia!

  1. Inaugurato nel 1922, l’Autodromo Nazionale di Monza è il quarto autodromo permanente più antico del mondo e ha ospitato ben 87 edizioni del GP d’Italia. Nonostante la sua importanza storica, però, il passaggio dalla Formula One alla Pensi One non è così remota;
  2. Il rinnovo del contratto è incerto, perché Liberty Media chiede grana. Richiesta legittima, dato che il tracciato è Padano;
  3. Per celebrare il Centenario della storica pista brianzola, la Scuderia Ferrari indosserà delle cose gialle al posto di quelle rosse, sbagliando quindi ancora una volta la strategia;
  4. Vista la presenza di Andrea Bocelli, chiamato a cantare l’inno italiano prima della gara, si può dire che la cerimonia del Centenario sia di un certo tenore;
  5. Dove si trova il punto del circuito di Monza in cui si deve frenare fortissimo e dimostrare molta freddezza? Alaskari;
  6. Agrifi se la setare notolivo antani: comunque più comprensibile della strategia che Ferrari adotterà durante il Gran Premio;
  7. L’Autodromo Nazionale di Monza è gestito da un Ente Pubblico di cui ora come ora non mi viene in mente il nome, ma che di solito è sulla bocca di tutti. ACI denti, non me lo ricordo proprio;
  8. Il pazzo clima padano ha regalato Gran Premi bagnati a tal punto che rendevano la pista somigliante ad un grosso fiume del Nord Italia. Chiaro, non ci assomigliava proprio del tutto, ma un Po;
  9. Non è raro che in pianura padana si accumuli parecchio inquinamento, che sulla pista di Monza è particolarmente visibile alle due curve di Lesmog;
  10. Ha solo una curva da affrontare a bassa velocità, ed è la Prima Variante: curva che potrebbe facilmente essere intitolata in onore di un tipico piatto del Nord Italia perché, come sappiamo, è un po’lenta.
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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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