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Le FP2 vanno a Verstappen, ma le mescole Pirelli sono un enigma!

Il cronometro segna ancora l’ora della Red Bull. È Max Verstappen a svettare davanti a tutti. Questa volta è ben più avanti del compagno Ricciardo, solo tredicesimo (ma con gomma gialla). E però la vera protagonista delle FP2 è stata la Pirelli. La Casa delle gomme non ha dati certi, e le squadre s’interrogano: quale…

20 Luglio 2018
3 min read

Il cronometro segna ancora l’ora della Red Bull. È Max Verstappen a svettare davanti a tutti. Questa volta è ben più avanti del compagno Ricciardo, solo tredicesimo (ma con gomma gialla). E però la vera protagonista delle FP2 è stata la Pirelli. La Casa delle gomme non ha dati certi, e le squadre s’interrogano: quale sarà la mescola giusta?

Dan Istitente/Getty Images/Red Bull Content Pool
Dan Istitente/Getty Images/Red Bull Content Pool

Max Verstappen è il nuovo recordman della pista di Hockenheim. Il primo a infrangere – non ufficialmente – il tempo di Schumacher è stato Bottas. Ma dopo un rapido scambio di giri, è l’olandese a prendersi la miglior performance ufficiosa. Ferma le lancette sul tempo di 1’13”085, sempre con gomme UltraSoft e sfruttando il terzo settore “Red Bull”. Pochi i suoi giri in simulazione gara (forse per problemi al motore), corsi su gomma Soft. Rumori strani hanno convinto i bibitari a far rientrare il più giovane driver del massimo Circus.

Secondo e terzo posto per le Mercedes. La prima delle due Frecce d’argento è quella di Lewis Hamilton, che chiude il suo giro su 1’13”111. Subito dietro Valtterri Bottas (il primo dopo Schumi) con 1’13”190. Incoraggianti per la Mercedes i giri inscatolati su gomma viola: la squadra tedesca conferma dei primi giri attorno all’1’17” alto, per poi assestarsi attorno all’1’18”. Ma la mescola più morbida non sembra offrire il massimo della costanza…

Ne è una prova anche la simulazione gara di Sebastian Vettel. Il teutonico della Ferrari ha alternato giri attorno all’1’18” basso, senza però scendere sull’1’17. Il delta tra le varie mescole appare molto labile, e ogni mescola sembra poco costante. Vettel ha verificato anche il compound più duro, cioè la gomma media, che è apparso più stabile delle consorelle. I tempi del #5 con le scarpe più dure si assestano attorno alla metà dell’1’18. Viceversa la sua seconda medaglia di legno del weekend è da addebitare all’1’13”310 fatto segnare a metà sessione con gomma UltraSoft.

Raikkonen chiude la Top 5 accusando 3 decimi di distacco dalla vetta. Il suo stint sulla UltraSoft ha evidenziato qualche perplessità sull’usura. Ennesimo indizio che il Cavallino Rampante proverà a disfarsi delle mescole più morbide già in qualifica. Appare chiaro che la Rossa sembra essere più in difficoltà dei rivali nella gestione della gomma più tenera.

Si conferma la competitività dei motori Ferrari con le Haas subito in coda ai primi (sempre Grosjean davanti a Magnussen, stavolta con un divario di mezzo secondo da Raikkonen) e Leclerc dietro di loro. La Haas ha simulato le prime fasi di gara con molto carico di benzina e le gomme UltraSoft: il suo ritmo oscilla attorno all’1’19”. Facile ipotizzare un certo gap tra prima e seconda fascia: è una buona notizia per Daniel Ricciardo. L’australiano gira con gomme Soft sull’1’17” alto, il migliore e il più costante tra i piloti in pista. Addirittura nelle battute finali raggiunge un 1’17” basso: spia molto positiva per i bibitari. Chiudono la Top 10 la Renault di Hulkenberg e la Force India di Ocon, inseguito dal compagno Perez e da Carlos Sainz. Segnaliamo che Leclerc aveva un ritmo migliore (di circa 0”2) della Haas di Grosjean a parità di gomma.

Dietro di loro, per l’appunto, Daniel Ricciardo. L’australiano è 13° (giro impostato sulla gomma Soft) e a inizio sessione è incappato in un testacoda a curva 8. Dietro di lui ci sono Ericsson, Gasly, Hartley e Alonso. Si confermano le difficoltà della Williams (Stroll 18° e Sirotkin 19°), che a inizio sessione ha di nuovo collaudato le novità aerodinamiche con la vernice. Anche Vandoorne, che chiude ultimo, non sembra essersi ripreso.

classfp2ger

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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