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La IndyCar rifiuta l’HALO: Scott Dixon prova il wind-screen

La IndyCar risponde alla F1: niente Halo, avanti col wind-screen. In un impeto di lucidità e di ragionevolezza, il Campionato a stelle e strisce ha messo in pista il suo pluricampione del mondo Scott Dixon per testare il parabrezza sulla nuova versione della DW12. La prima guida del Ganassi Racing infatti testerà il nuovo dispositivo…

3 Febbraio 2018
2 min read

La IndyCar risponde alla F1: niente Halo, avanti col wind-screen. In un impeto di lucidità e di ragionevolezza, il Campionato a stelle e strisce ha messo in pista il suo pluricampione del mondo Scott Dixon per testare il parabrezza sulla nuova versione della DW12.

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© IndyCar

La prima guida del Ganassi Racing infatti testerà il nuovo dispositivo di sicurezza nei prossimi collaudi di Phoenix, storico circuito ovale della serie americana. «È stato un percorso lungo» ha commentato Jay Frye, Presidente delle operazioni e delle competizioni IndyCar. «Questo test servirà a sapere se la scelta è giusta».

Affidare ai più esperti competitor della categoria la valutazione delle nuove soluzioni tecniche è una politica che la serie statunitense adotta da anni. Le nuove vetture sono state verificate da Montoya e Servia. Adesso le mani magiche e il piede pesante del neozelandese Dixon dovranno risolvere il dilemma: questa copertura va bene?

L’interrogativo che è sempre gravato su schermi trasparenti è sempre lo stesso: non deformerà troppo la visuale, sparati a certe velocità? Una domanda del genere ha un certo calibro in categoria ad altissime velocità di percorrenza come la IndyCar (che sugli ovali supera i 300 chilometri orari di media). Ecco perché questo nuovo componente sarà sottoposto a collaudi severissimi.

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© IndyCar

«Vogliamo che sia versatile»: ragion per la quale il parabrezza verrà verificato in qualsiasi condizione. Sole, tramonto, bassa velocità, illuminazione artificiale. Motorsport.com non specifica se le verifiche in futuro abbracceranno anche lo scenario piovoso: probabilmente dipende se l’organizzazione ha intenzione di adottare il parabrezza per i soli ovali (in cui non si corre se piove) o anche sugli stradali.

Il prototipo è stato sviluppato in collaborazione con Dallara, che ha messo a disposizione dell’IndyCar prima la sua galleria del vento e poi anche il simulatore. È stato Gabby Chaves a farsi il primo giro virtuale con il parabrezza. «Ma il nostro primo vero test, in pista, è quello di martedì» precisa Frye.

Non è ancora definito se il parabrezza sarà adottato già da quest’anno o se invece bisognerà attendere il 2019 per vedere le prime DW12 con il cupolino schermato. È chiarissima però l’intenzione degli americani di incrementare sempre di più la sicurezza per i piloti. Il wind-screen sarebbe, d’altronde, solo l’ultimo passo di un lungo percorso che ha trasformato la 500 Indy da gara killer a corsa più blasonata del mondo.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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