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La guerra degli altri: come Alfa Romeo ha ostacolato Aston per il sesto posto

Non è stato notato da molti, ma la sfida tra Aston e Alfa non si è giocata propriamente usando armi “ortodosse”, specialmente a lato svizzero.

22 Novembre 2022
3 min read

C’è stata una lotta meno seguita, che i più non hanno notato durante l’ultimo GP, quella tra Aston Martin e Alfa Romeo per il sesto posto nei costruttori. La scuderia elvetica ha portato a casa lo scontro diretto, ricorrendo a tattiche abbastanza inusuali.

L’ultimo GP della stagione è quello dove si consacrano definitivamente le classifiche, quelle destinate a rimanere nella storia. Un momento in cui le chiacchiere si azzerano (a patto che non si stia parlando di Abu Dhabi 2021, eh!), dove non conta null’altro che i numeri, tanto freddi quanto spietati, inappellabili.

L’ultimo GP del 2022 non ha tradito le aspettative, e se questo mondiale non ci ha regalato un finale al cardiopalma per il titolo iridato come lo scorso anno, ha avuto comunque modo di offrirci sfide altrettanto esaltanti, sfide tra “meno bravi”, quelle che contano poco: Leclerc e Perez per quel secondo posto in classifica, una sfida che è durata fino all’ultimo giro per riuscire ad essere, come diceva qualcuno, “il primo dei perdenti”; la battaglia per il quarto posto nei costruttori tra Alpine e McLaren e quella per il sesto tra Alfa Romeo e Aston Martin.

© Motorsport.com

Il team svizzero non ha avuto il passo per tutto il weekend, non riuscendo a reggere il confronto prestazionale diretto con i verdi inglesi.

Così, il team capitanato da Fredric Vasseur ha deciso di adottare un altro tipo di tattica: rendere difficile il più possibile la scalata alla zona punti dei diretti rivali rallentandoli qualora arrivassero prossimi al retrotreno delle due C42.

Valtteri Bottas, il più arretrato dei due piloti biancorossi, è partito con gomme hard ritardando la sosta e trovandosi davanti a Stroll dal momento in cui il canadese ha effettuato la propria sosta al 13mo giro, arrivando ad averlo direttamente dietro di lui tra la 19ma e la 21ma tornata. Nell’arco di quei 3 giri il finlandese ha aumentato i propri tempi fino a 8 decimi rispetto ai giri precedenti, per poi riabbassare il proprio tempo in seguito al sorpasso subito, probabilmente anche grazie al DRS offertogli da Stroll, ma sicuramente non solo.

© XPB Images

Il secondo episodio è avvenuto attorno alla 41ma tornata, quando Zhou si è trovato ad avere alle spalle consecutivamente Vettel e Stroll fino al giro 43.

I tempi di Zhou tra il 37mo giro e il 44mo in cui ha pittato

Come si vede dall’immagine, i tempi del pilota cinese si sono alzati notevolmente.

Al termine del GP entrambe le scuderie hanno chiuso con 55 punti, con l’Alfa Romeo che ha conquistato il sesto posto in classifica per via dei migliori risultati in gara. Il sorpasso di Vettel a Ricciardo tentato nelle ultime curve sarebbe potuto valere quel punto in più in cui la scuderia di Stroll sperava, ma sarebbe forse servito un altro giro proprio come a Sergio Perez per avere la seconda piazza.

Valtteri Bottas ha poi confermato nel ring delle interviste la tattica adottata dal proprio team, che dato il passo insufficiente non poteva fare altro per limitare i danni.

Mike Krack non si è detto felicissimo del comportamento del team elvetico, che però non è mai andato oltre i limiti del regolamento e della sportività: “Per me si sono concentrati solo su di noi. Alcune manovre erano un po’ al limite, credo, ma avevamo previsto questa situazione. Quindi, durante i sorpassi, sapevamo di dover essere prudenti. E credo che entrambi i piloti abbiano gestito bene la situazione”

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Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica dal 2017. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ho conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università di Ferrara, in cui sono Team Leader nel programma Formula Student.

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