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Andrea Stella ha una spiegazione per la crisi di Oscar Piastri

Non tanto mentali, quanto tecniche. In Qatar, a dare la sua lettura sulle ragioni della crisi di Oscar Piastri è stato Andrea Stella

28 Novembre 2025
4 min read
piastri stella

La lotta a tre per il Mondiale 2025 di F1 vede ora un unico sfavorito, ossia Oscar Piastri. Sebbene vanti gli stessi punti in classifica di Max Verstappen, la sua rincorsa al leader e compagno Norris appare sempre più complicata in virtù di una terza parte di stagione davvero difficile. A spiegare le ragioni della crisi di Piastri è stato il suo Team Principal, Andrea Stella.

piastri stella
© Getty Images

Sono ormai sette i GP consecutivi senza podio per Oscar Piastri. Un dato che stona con l’immagine dell’australiano vista nella prima metà dell’anno: solida, incisiva, spesso da vittoria.

Il tema non è di certo nuovo. Ne abbiamo parlato in lungo e in largo – anche nelle nostre dirette sui canali Twitch / Youtube – tentando di fornire una nostra personale lettura analizzando tutte le informazioni mano a mano disponibili in questi mesi.

Ora, alla vigilia del Gran Premio del Qatar 2025 e a due gare dal termine della stagione, nonché con una sfida mondiale a 3 che include anche lo stesso Piastri assieme a Norris e Verstappen, Andrea Stella ha risposto alle domande dell’ex pilota Joylon Palmer (F1TV) riguardo allo spinoso argomento; il cambio – negativo – di rotta da parte dell’australiano ha insospettito molti e preoccupato altri, ma non il Team Principal della McLaren.

La chiave di lettura della crisi di Piastri, secondo Andrea Stella, è decisamente più tecnica. L’ingegnere di Orvieto, pacato come sempre, ha analizzato la situazione dal suo privilegiato (e interessato) punto di vista:

“La cosa interessante di quest’anno”, ha raccontato Stella, “è che la stagione è così lunga da averci mostrato varie fasi”. La prima fase presa a riferimento è quella in cui è stato Lando Norris a soffrire: “Inizialmente era Lando quello più esitante nel tirare fuori il massimo potenziale, no? E parte di questo, penso che avesse a che fare con il comportamento della vettura

Il Team Principal ha ricordato come McLaren sia intervenuta proprio sull’avantreno: Abbiamo introdotto dei cambiamenti, soprattutto nell’area della sospensione anteriore, per aiutare un po’ di più Lando a fidarsi dell’avantreno. E questo ha funzionato molto bene.

Stella si riferisce al lavoro di rifinitura del pacchetto ala-freno-sospensione iniziato con la gara di Imola (metà maggio, introduzione della nuova ala anteriore sperimentale più rigida in conformità alla nuova Direttiva Tecnica), proseguito nel GP del Canada (metà giugno, modifica dell’endplate dell’ala anteriore e nuova carenatura delle sospensioni) e terminato in occasione del GP di Gran Bretagna 2025 (fine giugno, ritocchi a sospensioni e sidepod) e pensato per dare benefici soprattutto nelle curve più lente; e soprattutto a Lando Norris.

Superata la fase iniziale, McLaren ha attraversato un periodo d’oro nelle gare europee estive: Abbiamo poi avuto una seconda fase, in cui entrambi i nostri piloti andavano molto forte. E, se mai ci fosse stato qualcuno in difficoltà, era Red Bull. Max ha avuto un paio di gare complicate: Barcellona in particolare

Lo scenario, però, è cambiato totalmente dopo la pausa estiva, coincidendo anche con l’avvicendamento Horner-Mekies alla guida della compagine di Milton Keynes: “Ora siamo entrati in una terza fase, con Red Bull che è tornata fortissima, Max in uno stato di forma straordinario e i nostri due piloti che ne sono rimasti un po’ sorpresi“, ha ammesso Stella, che ha proseguito:

Non abbiamo fatto grandi gare, specialmente a Baku“, facendo riferimento a un Gran Premio chiuso in 7a posizione da Norris e contro il muro di curva 5 da Piastri. È proprio qui che il rendimento – fino a quel momento estremamente costante – del giovane Oscar ha iniziato a vacillare. “Ma a parte questo, penso che Max e poi Lando abbiano in qualche modo alzato il livello, mentre Oscar ha affrontato alcuni circuiti in cui l’auto doveva essere guidata in un certo modo molto specifico

Ed è qui che si inserisce il nodo tecnico, ancora da sciogliere completamente da parte di Piastri: “Ci sono piste che richiedono di far scivolare il posteriore”, ha spiegato Stella. Alcuni tracciati, difatti, mettono in luce una specifica caratteristica di guida: “Ci sono circuiti in cui va fatto scivolare un po’ il retrotreno per ottenere rotazione della vettura. Devi usare il freno per generare quella piccola quantità di bloccaggio dietro che aiuta l’anteriore”

“Su questo, con Oscar, stiamo ancora lavorando affinché diventi un modo di guidare naturale

“E penso che questo aspetto tecnico, unito al fatto che Lando e Max in particolare abbiano elevato il livello del gioco, faccia sembrare che Oscar abbia fatto un passo indietro

Per Stella nessun dramma e nessun complotto, dunque. Solo un gradino tecnico ancora da scalare. Sebbene voci da paddock dicano altro, Piastri non è crollato mentalmente, non ha genericamente perso fiducia. E questo è strano, se si pensa a quanto affermato dallo stesso Oscar nelle scorse settimane, quando aveva ammesso che il quanto accaduto a Monza in occasione dei Pit-Stop ne aveva condizionato le successive prestazioni. Segno che l’applicazione delle “Papaya Rules” in quel caso non gli sia stata digesta.

In ogni caso, tornando al punto di vista del boss McLaren, il #81 si è trovato in mezzo a un contesto tecnico estremamente fine e in un momento in cui Norris e Verstappen stanno esprimendo un picco di performance straordinario, assieme ad una griglia ormai estremamente compatta nella quale “basta perdere un qualche decimo per rischiare di perdere 4-5 posizioni in classifica”

Morale della favola: Norris ha avuto il suo momento di difficoltà a inizio stagione ma, grazie al lavoro McLaren e al tempo a disposizione, è riuscito ad uscirne in tempo (perdendo pochi punti rispetto a Piastri e guadagnandome comunque su Verstappen) per sfruttare ora – nella fase più decisiva – il potenziale offerto dalla MCL39.

Piastri, invece, secondo Stella ha ben performato nella prima parte di stagione – nonostante una MCL39 non ancora del tutto matura secondo i tecnici di Woking – trovandosi in testa al Mondiale a partire GP dell’Arabia Saudita in avanti, ma ha sofferto maggiormente l’adattamento alla monoposto rivisitata lungo l’estate. E ora, dopo una serie di risultati negativi, la stagione verso la conclusione e risorse concentrate sul 2026, non ha possibilità di ottenere concreti aiuti dal punto di vista tecnico; l’australiano, “libero di correre” in Qatar e a Abu Dhabi, dovrà trovare da solo la quadra per rimanere aggrappato al sogno Mondiale.

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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