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In Ducati è guerra: durissima replica di Lorenzo alle dichiarazioni di Dovizioso

Con l’obiettivo iridato quasi sfumato, Andrea e Jorge sembrano aver trovato un nuovo obiettivo stagionale: una querelle a mezzo stampa. Alle dichiarazioni rilasciate a Marca nei giorni scorsi del forlivese, è oggi seguita la dura replica dwl maiorchino, tramite AS. “Forse lui dovrebbe rivedere il suo di metodo, che gli ha permesso solo nel suo anno…

3 Agosto 2018
3 min read

Con l’obiettivo iridato quasi sfumato, Andrea e Jorge sembrano aver trovato un nuovo obiettivo stagionale: una querelle a mezzo stampa. Alle dichiarazioni rilasciate a Marca nei giorni scorsi del forlivese, è oggi seguita la dura replica dwl maiorchino, tramite AS. “Forse lui dovrebbe rivedere il suo di metodo, che gli ha permesso solo nel suo anno migliore, quando tutti i pianeti erano allineati correttamente, di arrivare secondo.”

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Tutto è iniziato nei giorni scorsi con delle dichiarazioni sibilline di Dovizioso a Marca. Tra le altre cose si è toccata la questione Lorenzo. Il forlivese, forse mal consigliato in tema di comunicazione, ha accusato il pilota maiorchino di non essere all’altezza. “Vincere due gare non è sufficiente per risolvere i problemi di un anno e mezzo. Vedetela un po’ come volete, ma Lorenzo non è stato ingaggiato da Ducati per vincere due gare! Non cambio idea sul metodo di lavoro di Jorge: non è quello giusto in Ducati” ha confidato Desmodovi.

Lorenzo ha deciso non lasciar correre, replicando subito e duramente attraverso AS. “Quando ho fatto le mie dichiarazioni in Argentina – ‘Dovizioso cerca di minarmi psicologicamente’, ndrmolte persone sono rimaste sorprese e non capivano perché avevo detto che Dovizioso ha sempre cercato di minimizzare i miei risultati. Ora si è visto che avevo ragione, ora mi ha pure attaccato direttamente. Non posso rimanere in silenzio a braccia incrociate. Dovizioso attacca il mio metodo di lavoro e dice che non funziona. Il mio metodo però mi ha permesso di vincere tre Campionati del Mondo e 46 gare in MotoGP. Inoltre, sono al mio secondo anno in Ducati e sto già andando più veloce di lui, che è alla sua sesta stagione.”

Un attacco diretto e senza filtri, ma non è tutto. Jorge è stato un fiume in piena, andando ancor più sul pesante: “Forse lui dovrebbe rivedere il suo metodo di lavoro, che gli ha permesso solo nel suo anno migliore, quando tutti i pianeti erano allineati correttamente, di arrivare secondo. Nelle altre stagioni con Ducati è sempre arrivato tra il 5° e l’8° posto, quindi… Che mi lasci continuare per la mia strada e che si concentri sulla sua! Che mi lasci tranquillo! Lui ha sempre avuto una sorta di ossessione o di risentimento nei miei confronti, fin dai tempi della 250 cc, quando ho iniziato a batterlo. A parte l’anno scorso, sono sempre arrivato davanti a lui. Forse il suo problema è che, dopo essere arrivato secondo lo scorso anno, si crede migliore di me, ma la realtà è che a livello di talento e di velocità è dietro a Rossi, Marquez a me o anche a Pedrosa o Viñales. E lui lo sa. È anche fortunato che Stoner e Simoncelli non siano qui, perché altrimenti sarebbe dietro anche a loro. Se Dovizioso non mi avesse attaccato più volte ora non direi questo, ma per tutti arriva il momento in cui ci si stanca. Dopo aver gioito con lui delle sue vittorie, non può arrivare a sminuire quello che sto facendo”

Il giocattolo desmodromico si è rotto. Tanto in pista, con la GP18 che sembra essere troppo aggressiva con le gomme, quanto fuori. Ed in questa diatriba i vertici di Ducati sembrano non voler mettere becco. Considerando le uscite fuori luogo di Domenicali qualche mese fa nei confronti di Lorenzo, forse è meglio così.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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