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Petrucci stoico a Misano in Gara-1: “Gli ultimi cinque giri sono stati terribili”

Petrucci, ancora pesantemente limitato dall’infortunio in allenamento, è riuscito a portare a termine Gara-1 con un gran nono posto. Il #9 ha ammesso di essere incredulo per la gara portata a termine più che per il risultato. Il ternano ha spiegato come si sia dovuto adattare per guidare di fatto con un braccio solo, raccontando…

15 Giugno 2024
2 min read

Petrucci, ancora pesantemente limitato dall’infortunio in allenamento, è riuscito a portare a termine Gara-1 con un gran nono posto. Il #9 ha ammesso di essere incredulo per la gara portata a termine più che per il risultato. Il ternano ha spiegato come si sia dovuto adattare per guidare di fatto con un braccio solo, raccontando anche la difficoltà mentale del gareggiare, di fatto, con un braccio solo.

© Barni Racing

Terminata con un nono posto la prima manche del Round di Misano per uno stoico Danilo Petrucci. Il ternano è ancora convalescente dopo il brutto infortunio accusato in allenamento. La mandibola è ancora fratturata ma soprattutto la spalla sinistra è infiammata al punto da rendere tutto il braccio destro inutilizzabile. “Dopo ieri non pensavo di correre in queste condizioni, non credevo di riuscire a finire la gara. Stamattina le sensazioni erano le stesse. Nelle curve veloci a destra come il Curvone perdo mezzo secondo facendo proprio fatica a tenere la moto” ammette Petrucci. Che però ha stretto i denti: “Mi son detto che dovevo provarci e correre lo stesso. Ho guidato diversamente, usando di più le gambe per tenermi in frenata aggrappandomi sul serbatoio, davvero non avevo altro modo di scaricare il peso del corpo. Ho anche cercato di usare il freno dietro in staccata per avere meno peso sull’anteriore ma a quel punto la moto vibrava tantissimo e mi sono irrigidito ancor di più in sella“.

Così Petrucci, stringendo i denti, è arrivato alla bandiera a scacchi riuscendo a mettere a segno anche diversi sorpassi dato che scattava dalla 12^ casella in griglia. La parte più difficile, per sua stessa ammissione, è stata quella finale della corsa: “Gli ultimi cinque giri sono stati terribili. Per quel mix di adrenalina e stress non riuscivo a guidare in maniera naturale, non mi venivano le curve. La cosa è difficile a livello mentale perché correndo così ho paura di cadere. Non riuscendo a controllare la moto mi innervosivo ancora di più e quindi mi irrigidivo ancora di più perché non sai mai dove vai a finire nelle curve“.

Il ternano non si aspettava di riuscire a completare i 21 giri di gara, ammettendo di essere più contento di questo che del risultato comunque ottimo viste le circostanze. “Non pensavo di poter finire la gara, oltretutto nei primi dieci. Da una parte mi dispiace molto perché chissà cosa potevo fare con entrambe le braccia però va bene così” ha detto Petrucci. “Sono contento per la velocità e la consistenza in queste condizioni. Sono sempre stato tra i primi cinque quest’anno e spero di tornare lì. Non pensavo che potessi fare questa gara, e non so se riuscirò a fare quelle di domani, quindi sono molto contento di essere qui e di aver finito la gara. Domani ci provo di nuovo“.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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