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Viñales Masterclass in Qatar, tra feeling ritrovato e cambio di mentalità

Domenica perfetta per Maverick Viñales, che porta a termine il Gran Premio del Qatar con una splendida vittoria ed il giro più veloce in 1’54”624. Si tratta del nuovo record ufficiale della pista. “Mi sono sentito molto bene in sella, abbiamo preparato molto bene questa gara. Erano tante gare che non riscontravo questa fiducia con la M1 e…

29 Marzo 2021
3 min read

Domenica perfetta per Maverick Viñales, che porta a termine il Gran Premio del Qatar con una splendida vittoria ed il giro più veloce in 1’54”624. Si tratta del nuovo record ufficiale della pista. “Mi sono sentito molto bene in sella, abbiamo preparato molto bene questa gara. Erano tante gare che non riscontravo questa fiducia con la M1 e sono felice. Devo ringraziare di cuore tutta la squadra per il lavoro svolto. Certo c’è da migliorare per la prossima perché tutti faranno passi avanti, e noi non siamo ancora a posto soprattutto alla partenza, quindi serve lavorare.”

Maverick è stato uno dei pochissimi a non subire il calo delle gomme, Soft sia davanti che dietro per tutti, questo lo ha sicuramente aiutato a vincere ma set up della moto o stile di guida non c’entrano. È stata la strategia a permettere al Top Gun di salvaguardare lo pneumatico posteriore. All’inizio sono rimasto in scia a Fabio senza rischi, ho cercato così di salvaguardare le gomme e questo mi ha permesso di spingere più degli altri poi. A sette giri dal termine ho attaccato e da lì ho iniziato a spingere come fosse una qualifica.”

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Nelle ultime tre stagioni Viñales andava palesemente in affanno quando si ritrovava in mezzo al gruppo. Senza poter dettare le proprie linee il Top Gun iniziava a subire passivamente, fino a scendere anche oltre la decima posizione. Quest’anno sembra essere cambiato tutto, sembra essere tornato il Maverick Viñales di inzio 2017. “Ho davvero un buon feeling all’anteriore, sentivo un feeling maggiore di quanto mi aspettassi. Guidavo molto bene e tutto questo mi ha dato l’occasione di spingere. Il miglior feeling con la gomma anteriore mi ha permesso di staccare più tardi, l’anno scorso staccavo tardi e andavo lungo, invece quest’anno vado dentro. Riesco a guidare pulito e veloce e quello mi fa sorpassare. L’anno scorso staccare tardi e poi aprire il gas non era proprio lo stile di Yamaha, quindi quest’anno è più facile sorpassare essendo più veloce in curva. Comunque dobbiamo ancora lavorare, soprattutto sul grip all’anteriore.”

Nonostante una sensibile differenza tra Yamaha e Ducati in termini di potenza, il Top Gun è riuscito non darla vinta a Miller, Zarco e Bagnaia sul lungo rettilineo di Losail, facendo fruttare una maggior velocità di percorrenza ma anche un’inaspettata trazione. “Nell’uscita dall’ultima curva avevo grande trazione e questo mi è stato utile, non credevo di poter essere così veloce. Riuscire a sorpassare le Ducati non era facile, ma ce l’ho fatta. Mi rende quasi più contento questo della vittoria, la squadra ha fatto un grande lavoro per ottenere tutto questo, su tutte le aree della moto.”

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Il nuovo telaio ha permesso a Maverick di esprimersi al meglio ritrovando il giusto feeling con l’anteriore, ma forse l’upgrade più importante è stato a livello mentale, come ammesso da lui stesso. “Ho cambiato mentalità: volevo diventare più aggressivo nei sorpassiha spiegato il Top Gun. “Qui in Qatar c’erano tanti punti per farne ed abbiamo anche lavorato per essere veloci nei cambi di direzione. Ma soprattutto dovevo essere io più aggressivo e ci sono riuscito. Ora dobbiamo continuare così.”

Non è mancato un ringraziamento a Cal Crutchlow, a detta di Viñales il vero upgrade su cui può far affidamento Yamaha per il 2021. “Cal ci permette di concentrarci di più su quello che dobbiamo fare. Prima dovevamo provare sempre tantissime cose, adesso possiamo pensare di più alla gara. Cal è uno che ti toglie i dubbi, se lui prova una cosa ed è covinto, puoi star certo che non sbagli.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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