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Acosta a podio in Portogallo: “Non ho fatto una caz*ata come in Qatar!”

Dopo un finale thriller per la MotoGP in Portogallo, a salire meritevolmente sul terzo gradino del podio è il rookie Acosta che può vantare sorpassi da Oscar su Marquez e Bagnaia. Proprio il duello con Bagnaia ha esaltato il rookie

24 Marzo 2024
3 min read

Dopo un finale thriller per la MotoGP in Portogallo, a salire meritevolmente sul terzo gradino del podio è il rookie Acosta che può vantare sorpassi da Oscar su Marquez e Bagnaia. Proprio il duello con Bagnaia ha esaltato il rookie: “Dietro a Pecco (Bagnaia ndr) ho provato a copiare il modo in cui usa il corpo perché lui è uno molto bravo a gestire l’usura della gomma poi ho dovuto provare tre volte per passarlo e per me è stata una battaglia bellissima!”

(C) Gold & Goose / Red Bull Content Pool

Dopo la gara di Losail, in molti predicevano un Acosta ridimensionato dall’ottovolante di Portimao. Non è minimamente andata così. Oggi in Portogallo, alla propria seconda gara in MotoGP, Pedro Acosta ha quasi ridicolizzato i due ufficiali del team KTM Factory e poi giocato con Marquez e Bagnaia, infilando tutti con una maestria pazzesca in staccata guadagnando una solida quarta posizione trasformata in podio nel corso dell’ultimo giro. Sì, oggi Pedro Acosta a 19 anni e 9 mesi ha colto il suo primo podio in MotoGP.

Acosta a Portimao ha spinto come un matto dall’inizio alla fine, sapendo però gestire le gomme questa volta: “Oggi ho cercato di non fare una caz*ata come in Qatar con lo pneumatico posteriore. Oggi le abbiamo gestite meglio, anche perché lì abbiamo fatto un disastro. Così ho provato ad essere più gentile, poi dietro a Pecco (Bagnaia ndr) ho provato a copiare il modo in cui usa il corpo perché lui è uno molto bravo a gestire l’usura della gomma. Sono migliorato anche alla partenza, oggi ho perso due posizioni ma ieri ne ho perse otto quindi sono davvero contento.”


Così il #31 ha conquistato un podio inatteso fino al penultimo giro del GP del Portogallo quando la rottura del cambio ha costretto Vinales al ritiro mentre occupava la seconda posizione. Podio per certi versi fortunoso quindi, ma meritatissimo visti i duelli vinti con Miller, Binder, Marquez e Bagnaia. E proprio su quest’ultimo ha voluto mettere i puntini sulle ‘i’ Pedro, ridendo con la stampa: “Una cosa: ho superato Bagnaia prima che cadesse!” Pedro poi è convinto di poter ancora migliorare, e ci mancherebbe, nella gestione degli penumatici: “Possiamo e dobbiamo migliorare, perché oggi a due-tre giri dalla fine scivolavo tantissimo. Devo continuare a migliorare“.

Acosta ha fatto delle staccate pazzesche a Portimao, enella seconda metà del GP disputato in Portogallo è stato più veloce dei tre che lo precedevano. Due cose che però Acosta attribuisce alla moto e non a sé stesso. “Nella seconda metà di gara siamo migliorati tantissimo, anche se avevo finito l’anteriore. Perché questa moto aiuta tanto in frenata, ma se esageri consumi l’anteriore. Si tratta di una caratteristica della KTM, che porta a consumare più l’anteriore del posteriore però di conseguenza ci aiuta nel finale, ad avere più trazione.

Ai microfoni di SKY Sport, Acosta si è preso numerosi complimenti per quanto fatto durante la gara in Portogallo. Alla richiesta di quale sia stato il suo sorpasso preferito tra tutti quelli fatti, Acosta non ha avuto dubbi: “Quello su Pecco, sicuramente. Ho fatto tanti giri dietro di lui, apprendendo tantissimo e poi il sorpasso è stato difficilissimo. Ci ho dovuto provare tre volte e per me è stata una battaglia bellissima!

Infine, Acosta ha colto l’occasione per ingraziare Pedrosa e P. Espargaro per la bontà della RC16 con cui sta debuttando in MotoGP: “La KTM è una gran moto, abbiamo la fortuna di avere due piloti come Dani (Pedrosa ndr) e Pol (Espargaro ndr) come test rider che stanno facendo un lavoro della Madonna che facilita la vita a noi piloti.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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