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Mir e Suzuki già Campioni del Mondo MotoGP a Valencia: ecco come

Il penultimo round della stagione coincide col primo match point per il maiorchino, che può laurearsi Campione del Mondo classe MotoGP alla seconda stagione nella categoria, bissando il successo iridato del 2017 in Moto3. A Suzuki il titolo piloti nel Motomondiale manca dal 2000, con Roberts jr. in 500, mentre risale addirittura al 1982 l’ultimo…

12 Novembre 2020
3 min read

Il penultimo round della stagione coincide col primo match point per il maiorchino, che può laurearsi Campione del Mondo classe MotoGP alla seconda stagione nella categoria, bissando il successo iridato del 2017 in Moto3. A Suzuki il titolo piloti nel Motomondiale manca dal 2000, con Roberts jr. in 500, mentre risale addirittura al 1982 l’ultimo titolo iridato Costruttori, grazie a Uncini e Mamola.

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Joan Mir, nato a Palma di Maiorca il primo di settembre del 1997, dopo aver portato a casa la sua prima attesa vittoria in MotoGP al Gran Premio de Europa, ora ha la prima occasione di chiudere i giochi di questo 2020 grazie ai 37 punti di vantaggio sui suoi più immediati inseguitori, e due soli GP da disputare.
Il leader del campionato può laurearsi campione del mondo già in occasione del Gran Premio Motul de la Comunitat Valenciana se:
• sale sul podio, indipendentemente dal risultato dei suoi avversari;
• arriva quarto, quinto o sesto e Fabio Quartararo o Alex Rins non vincono;
• arriva settimo e Quartararo, Rins o Maverick Viñales non vincono;
• arriva ottavo, nono o decimo e Viñales non vince mentre Quartararo o Rins non vanno oltre il terzo posto;
• arriva 11° e Viñales, Franco Morbidelli o Andrea Dovizioso non vincono e Quartararo o Rins non vanno oltre il terzo posto;
• arriva 12°, 13° o 14° e Morbidelli o Dovizioso non vincono, Viñales non fa meglio di un terzo posto e Quartararo o Rins non vanno sul podio;
• arriva 15° e Morbidelli o Dovizioso non vincono, Viñales non fa meglio di un terzo posto e Quartararo e Rins non vanno oltre il quinto posto;
• non va a punti ma con Morbidelli e Dovizioso che non fanno meglio di un terzo posto, Viñales non arriva sul podio, Quartararo e Rins non fanno meglio di un quinto posto.

Inoltre, Suzuki arriva al secondo GP di Valencia con sette punti di vantaggio nei confronti di Ducati nel Mondiale Costruttori MotoGP. Quindi già al termine del penultimo atto stagionale la Casa di Hamamatsu potrebbe vincere il titolo, a patto che il primo pilota della Casa di Hamamatsu alla bandiera a scacchi riesca a conquistare almeno 18 punti in più rispetto al primo pilota Ducati. Contemporaneamente la andrebbe guadagnato un punto sulla Yamaha, perdendo al massimo tre punti rispetto alla prima delle KTM. Inoltre il team Suzuki Ecstar ha praticamente in mano anche il titolo Team, la cui classifica viene determinata dai risultati di entrambi i piloti. Alla squadra di Brivio bastano 9 punti per tenere matematicamente dietro il team Petronas Yamaha.

L’ultimo pilota della Suzuki a vincere il titolo iridato al momento è Kenny Roberts Jr che nel 2000 chiuse davanti a tutti, in sella alla RGV Gamma 500 #2, con 258 punti raccolti in 16 GP, frutto di 4 vittorie e 8 podi complessivi. Ma Suzuki in quella stagione non vinse il titolo Costruttori, che andò a Yamaha per soli 7 punti grazie ai successi di McCoy, Abe e Biaggi. Neppure con Kevin Schwantz nel 1993 arrivò il titolo costruttori, nuovamente vinto da Yamaha, per soli 5 punti con le vittorie di Rainey e Cadalora. Per l’ultimo titolo iridato nel Motomondiale della Suzuki bisogna tornare al 1982, quando Franco Uncini bissò la doppietta di Lucchinelli dell’anno precedente. In entrambe le occasioni la RG Gamma 500 venne portata alla singola vittoria anche da Randy Mamola.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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