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Marquez e la telefonata con Doohan: “Rivedevo nelle sue parole tutto il mio percorso”

Dopo 581 giorni Marc Marquez è tornato alla vittoria, nel suo Sachsenring. Il braccio destro non è ancora a posto ma in una pista estremamente sinistrorsa come quella tedesca il #93 è riuscito a guidare sopra i problemi, cogliendo così l’11/a vittoria consecutiva in Sassonia. Gioioso ed emozionato, Marc ha reso omaggio a tutti quelli…

20 Giugno 2021
2 min read

Dopo 581 giorni Marc Marquez è tornato alla vittoria, nel suo Sachsenring. Il braccio destro non è ancora a posto ma in una pista estremamente sinistrorsa come quella tedesca il #93 è riuscito a guidare sopra i problemi, cogliendo così l’11/a vittoria consecutiva in Sassonia.

Gioioso ed emozionato, Marc ha reso omaggio a tutti quelli che lo hanno aiutato in questi mesi, ricordando che questa vittoria non è solo sua ma anche del team, dei medici e di chi gli è stato vicino. Tra questi anche Mick Doohan, trovatosi in una situazione simile a quella del Cabroncito prima di vincere cinque titoli consecutivi.

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Quando sei in una situazione che non va bene, devi trovare una soluzione” ha spiegato Marc terminati i festeggiamenti di rito sul podio. “Ho parlato con Doohan, l’ho incontrato al Mugello, gli ho detto che volevo chiamarlo per chiedergli del suo infortunio e del suo ritorno tra il 1992 e il 1993. Volevo capire come si sentiva in quegli anni.

Nel 1992 Mick Doohan, padre di quel Jack che oggi ha vinto la Feature Race di Formula 3 al Paul Ricard sotto la pioggia, era lanciatissimo verso il primo titolo iridato in 500 quando, ad Assen fu vittima di un grave infortunio. Frattura esposta di tibia e perone, ma la degenza fu peggiore dell’infortunio: operato la sera stessa, qualcosa andò storto e la notte si manifestò un’infezione necrotica, come accaduto a Marquez

Doohan riuscì a tornare per le ultime gare del ’92 grazie all’aiuto del Dottor Costa, mentre era ancora primo in classifica, ma non riuscì a contrastare Rainey che vinse il titolo per due punti. Nel 1993 Doohan tornò alla vittoria poco dopo metà stagione, salendo sul podio altre cinque volte e ponendo le basi per i cinque titoli iridati consecutivi tra i 1994 ed il 1999.

Mentre Mick mi parlava al telefono, ho chiuso gli occhi e rivedevo nelle sue parole tutto il mio percorso” ha ammesso Marc che non riesce ancora a guidare come prima, che proprio come Doohan è stato costretto a rivedere lo stile di guida per andare incontro all’arto offeso. “Mick mi ha detto che non capiva niente sulla moto, faceva alcuni errori all’inizio, lui faceva una cosa e la moto un’altra, provava le stesse sensazioni che ho provato io sulla moto dopo il ritorno dal mio infortunio. Mi ha aiutato molto.”

Con sole tre curve a destra il Sachsenring ha facilitato il ritorno alla vittoria di Marc, che ha ammesso di essere ancora lontano dal poter guidare come vuole lui nelle curve destrorse: dopo il trapianto osseo l’omero è in una posizione differente. “Ci vorrà un anno per ritrovare il vecchio feeling col braccio destro, il tempo che muscoli e tendini compensino la differenza” ha svelato il #93.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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