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Bagnaia: “Non sono contento, il mio obiettivo non è quello di fare terzo!”

Terzo posto anche nella gara principale della MotoGP in Thailandia per Francesco Bagnaia, che non cerca scuse e punta a rifarsi in Argentina

2 Marzo 2025
3 min read

Terzo posto anche nella gara principale della MotoGP in Thailandia per Francesco Bagnaia, che non cerca scuse e punta a rifarsi in Argentina su Marc Marquez. A condizionare il risultato del torinese è stato un mix di fattori, fra la difficoltà nel gestire le Michelin in scia alle altre moto e il feeling non ancora sbocciato tra lui e la GP25, complice anche l’aver lui terminato lo sviluppo in questo week end di gara al contrario di Marc Marquez. Il #63 ha comunque elogiato il #93, per la netta superiorità in questo week end.

Francesco Bagnaia – © Ducati

Terzo posto nel GP Thailandese per Francesco Bagnaia, che nonostante la mancanza di soddisfazione ha indossato il sorriso migliore per raccontare emozionie sensazioni al termine della corsa. Il #63 del team Ducati Lenovo ha mantenuto l’ultima posizione del podio per tutta la corsa, riuscendo solamente ad avvicinare i fratelli Marquez salvo mollare una volta ridotto il gap coi due a meno di mezzo secondo. “Ci ho provato ma ogni volta che mi avvicinavo un po’ dovevo allontanarmi, soprattutto quando Marc si è tolto da davanti ed era Alex a dettare il ritmo andando un po’ piano sono riuscito a tornargli sotto. Ma ogni volta che mi avvicinavo a meno di mezzo secondo dovevo mollare per via delle gomme ha spiegato Bagnaia. Questa situazione è strana, perché o ne hai talmente di più come Marc, che oggi stava giocando con noi e allroa riesci a stare dietro e passare quando vuoi e poi andartene, oppure nel mio caso io purtroppo ho fato molto fatica” ha ammesso Pecco, rimarcando l’ottimo stato del #93. “In generale è stata una gara a guardare, perché appena mi avvicinavo dovevo lasciarli andare. È un po’ un peccato, ma dopo il week end che è stato e dopo i test, non sono soddisfatto ma va bene così.

Bagania ha quindi spiegato cosa abbia distinto lui dai fratelli Marquez in gara, cosa gli rendeva difficile attaccare Alex Marquez ma anche cosa rendeva così irresistibile Marc. “Oggi in gara ho visto che guadagnavo molto ad Alex in frenata, mentre lui mi guadagnava in uscita perché non riuscivo a far trazionare bene la moto come lui. Marc faceva bene le staccate come me ma usciva come Alex dalle curve, è stata questa la differenza” ha spiegato Pecco. Che ora punta a ricostruire il feeling che aveva lo scorso anno con la Desmosedici: “quello a cui dobbiamo puntare noi ora è capire come mai sto facendo a trovare con la GP25 lo stesso feeling che avevo con la GP24, considerando che questa moto tendenzialmente è molto simile a quello dello scorso anno.

Bagnaia però non cerca scuse nè difese, dopo questo week end thailandese analizza semplicemente la situazione, ammettendo di puntare a ben altri risultati in ogni pista. “Non voglio dire se questo week end è stato un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Non sono contento, non sono soddisfatto: se fossi soddisfatto non dovrei essere qui, il mio obiettivo non è quello di fare terzo!” dice Pecco, con determinazione. Che poi ha sintetizzato le difficoltà incontrate nel week end, ponendosi subito un obiettivo per la prossima gara: “Ci sono state diverse difficoltà, siamo arrivati lunghi coi test e quel lavoro lo abbiamo finito qui venerdì, e non sono riuscito a fare le prove necessarie per capire la gomma davanti e purtroppo abbiamo dovuto rincorrere tutto il week end. Fortunatamente abbiamo finito, non succederà più e spero che in Argentina proveremo chiudere questo gap con Marc.”

Bagnaia non si è comunque limitato negli elogi a Marc Marquez, spigando anche come, se il #93 non avesse avuto problemi di pressione, si sarebbe forse potuto prendere la seconda posizione: “Se Marc fosse stato primo tutto il tempo, probabilmente avrei fatto secondo. Perché Alex stava iniziando a mollare. Poi quando si è trovato davanti ha respirato un po’ con le gomme e quindi a ritrovare ritmo. Secondo me Marc oggi ne aveva nettamente di più, girava più forte di 3-4 decimi al giro e aveva il potenziale per fare tutta la gara così. Alex girava un pleo più lento di me, ma aveva dei punti di forza che gli permettevano di tenere il gap con me.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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